Spending review, a Palazzo Chigi 2-3 mila mail al giorno sugli sprechi

monti-contaSul settimanale “Oggi” reportage dalla “situation room” del governo. Roma, 29 mag  – Una mail ogni due secondi nei primi giorni, 2-3 mila al giorno anche oggi. Sono le lettere che gli italiani mandano a Palazzo Chigi con i consigli antisprechi sollecitati dal governo. E’ quanto emerge da un articolo del settimanale “Oggi”, da domani in edicola (anche su www.oggi.it), che ha avuto la possibilità di visitare la “Situation room” di Palazzo Chigi dove 10 persone lavorano dalle 8 alle 20, sabato e domenica compresi. “Oggi” è andato a Palazzo Chigi a vedere dove vengono raccolte le mail con i suggerimenti, come vengono classificate, che tipo di proposte contengono e, soprattutto, che ricaduta avranno sul programma di revisione della spesa che sta attuando l’esecutivo. Le lettere sono impilate in faldoni alti mezzo metro che svettano sulle scrivanie della Situation room, una stanza che ha una storia. Era, infatti, quella in cui si riunivano i capi di governo e i vertici dei servizi segreti per gestire le crisi militari e diplomatiche. “Per prepararci ad affrontare questo lavoro – ha spiegato a “Oggi” Elisabetta Olivi, portavoce di Monti – ci siamo dati una serie di linee guida e poi leggendo le prime 1.500 mail abbiamo messo a punto gli argomenti in cui suddividerle, da sanità a opere incompiute e creato delle sottocategorie. Nel fascicolo Costi della politica, per esempio, c’è la cartellina auto blu, vitalizi, privilegi ed election day. Ci siamo dati come obiettivo di scrutinare 6.000 lettere al giorno”.

“In questi giorni abbiamo già consegnato a Bondi un corposo plico con i suggerimenti più concreti – ha aggiunto Gianluca Sgueo, responsabile del rapporto governo-cittadini. E abbiamo smistato tra i ministeri competenti le mail che riguardano direttamente il loro operato. A quello della Giustizia, per esempio, abbiamo indirizzato la segnalazione di una legge del ’49 che obbliga i Tribunali soggetti a lavori di ristrutturazione a investire circa il 10 per cento del budget in opere d’arte. Un’anomalia visto che spesso i soldi non bastano nemmeno per completare i restauri. Grazie a questa segnalazione abbiamo potuto chiedere al ministero di fare un’immediata verifica”. I faldoni dei costi della politica e della pubblica amministrazione sono quelli più consistenti. A parlare sono liberi professionisti, casalinghe, giovani studenti, insegnanti, piccoli imprenditori e pensionati (anche se quest’ultima è una categoria meno presente visto che per intervenire bisogna usare il computer). Qualche consiglio arriva anche dai funzionari degli stessi ministeri.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.