Sicurezza, Difesa e Giustizia: strategie per far fronte ai tagli

di-paola6Roma, 3 gen – I tagli imposti dal nuovo governo si abbatteranno anche sui comparti Sicurezza, Difesa e Giustizia, per importi che potrebbero superare i cinque miliardi di euro. Una cifra enorme che i tecnici dei tre ministeri direttamente interessati stanno studiando nei minimi particolari. I tagli più consistenti riguarderanno il ministero della Difesa. Non è un mistero che l’ammiraglio Giampaolo Di Paola ritiene troppi i militari ancora oggi in servizio. Per il ministro il nostro paese potrebbe mantenere gli stessi impegni internazionali con 110 mila uomini a patto che si tolgano ai militari compiti, che a volte nulla hanno a che fare con le Forze armate, come quelli di pulire le strade a Napoli o sostituire a volte perfino la protezione civile nel soccorso alle popolazioni. Tolte queste incombenze, per Di Paola Forze armate più asciutte potrebbero tranquillamente sopravvivere ad un taglio vicino alla metà degli organici. Sugli armamenti, invece, il ministro della Difesa ha più di un dubbio perchè il nostro Paese è quello che si è rinnovato di meno rispetto ai francesi o ai tedeschi (nessun paragone è possibile con gli inglesi) in tutti i settori di armamento, a parte le eccellenze che comunque non incidono sulla qualità totale. E’ pertanto verosimile che Di Paola non offrirà molte chance a chi chiede di rivedere profondamente i programmi di “riarmo” del nostro paese, anche perchè per molti versi è stato proprio lui negli anni in cui ha ricoperto incarichi precedenti al suo trasferimento alla Nato, a chiedere e programmare l’ammodernamento delle nostre truppe.

Sul piatto degli equilibri di bilancio il ministro della Difesa gode però di una notevole possibilità di recupero. Potrà mettere mano finalmente all’ammodernamento delle strutture ricettive delle tre armi. Un potenziale immobiliare enorme che fin dalla fine degli anni Ottanta fa gola agli immobiliaristi italiani, soprattutto a quelli che da tempo hanno presentato progetti in tal senso, senza che si siano realizzati prima per la fase di tangentopoli, poi perchè non si è mai trovato un “progetto” che potesse soddisfare pienamente il venditore (e cioè la Difesa) e le imprese immobiliari, soprattutto al nord, interessate ad acquistare. Le caserme sparse in centinaia di città italiane hanno acquisito grazie all’espandersi delle periferie italiane un valore altissimo, tanto che a Roma come a Milano o Napoli e Palermo, alcuni complessi “militari” hanno oggi valori che si avvicinano agli indici più alti. Di Paola sa che partendo dal taglio del numero dei militari (depurando quindi anche quelli che ormai svolgono altre funzioni addirittura per altre amministrazioni) e dalla pianificazione della vendita delle aree e degli immobili, che fra l’altro costano per la sola manutenzione, potrebbe realizzare un profondo ammodernamento del nostro sistema militare senza chiedere fondi al Tesoro. Dovrà fare, però, i conti con le lobby immobiliari molto forti anche alla Difesa che da tempo insistono per acquistare le parti più appetibili del patrimonio costituito da terreni e caserme.

Quanto al ministero dell’Interno un settore dove presto si interverrà sarà quello delle scorte, delle tutele e delle auto utilizzate non per gli scopi d’ufficio che impegnano non meno di tremila uomini. Il nuovo responsabile del Viminale, Anna Maria Cancellieri, conosce molto bene dove si nascondono gli sprechi ed i doppioni di spesa e dove tagliare quelle direzioni ed uffici nati a volte per sistemare dirigenti senza alcun ruolo. Anche al ministero della Giustizia ci si prepara a risparmiare. Il neo ministro Paola Severino un primo contributo lo otterrà dalla possibilità che il fine pena possa essere terminato per migliaia di detenuti ai domiciliari. La chiusura di qualche decina di tribunali farà il resto, ma il Guardasigilli in cambio conta di ottenere molte risorse dalla vendita dei beni confiscati e dalla utilizzazione di risorse finanziarie tolte alla malavita organizzata e che in molti casi sono parcheggiate senza che fruttino alcun interesse in banche, finanziarie e negli uffici postali.

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