Sicilia: 6 parlamentari fanno ricorso per tenersi la doppia indennità

sede-arsPalermo, 19 ago. – I diritti acquisiti non si toccano: sulla base di questo presupposto sei parlamentari nazionali hanno presentato un ricorso alla Corte dei conti per mantenere la doppia indennità che percepiscono e che è stata tagliata da una decisione dell’Assemblea regionale siciliana con cui si vieta il cumulo della pensione di ex deputati regionali con le indennità ricevute dalla Camera o dal Senato.

Il ricorso ai giudici contabili è stato firmato dai deputati Calogero Mannino, del gruppo Misto dopo aver lasciato il Pid per fondare un suo movimento, e Alessandro Pagano del Pdl, e dai senatori Sebastiano Burgaretta e Giuseppe Firrarello, entrambi del Pdl, Salvo Fleres, ex Pdl e ora di Forza del Sud, e Vladimiro Crisaflulli, del Pd. Tutti ricevono dall’amministrazione dell’Ars un assegno vitalizio che varia tra i tre e i seimila euro, per la loro trascorsa attività di deputati regionali. Somme che si aggiungono agli stipendi che i sei uomini politici riscuotono come parlamentari.

Il Consiglio di presidenza dell’Ars, poco prima della pausa estiva, per rispondere alle esigenze di contenimento dei costi della politica, tra le altre misure aveva imposto il divieto di cumulare le due indennità. I ricorrenti sostengono che tale decisione è illegittima perchè non sarebbe possibile bloccare il pagamento di un vitalizio che è legato al versamento di contribuzione ed è in ogni caso un diritto acquisito da molti anni.

Naturalmente quando si tratta di tutelare i diritti acquisiti dei comuni cittadini non si hanno troppi riguardi, ma quando si tocca la Casta si chiude volentieri un occhio, anzi tutti e due.

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