Senatori in fuga dal ristorante, calo delle presenze dopo l’aumento dei prezzi

menu-senatoIl gestore vuole licenziare. Roma, 20 dic – (di Marco Dell’Omo) In Italia i ristoranti, secondo Silvio Berlusconi, sono sempre pieni. C’è però un’eccezione: il ristorante di Palazzo Madama, i cui tavoli da qualche settimana sono frequentati da pochissimi avventori. Motivo della fuga dei senatori da quello che era considerato il migliore ristorante riservato ai parlamentari, è il forte rincaro dei prezzi deciso da Renato Schifani alla riapertura di Palazzo Madama dopo la pausa estiva. Ancora quest’estate, quando è esploso il caso dei prezzi stracciati praticati a Palazzo Madama, i senatori pagavano 2,68 euro per una bistecca di manzo e 5,23 euro per una spigola. Secondo i calcoli, al momento del conto ai senatori veniva chiesto un importo pari al 13 per cento del costo effettivo delle pietanze consumate: la differenza la metteva l’amministrazione del Senato.

Di fonte alle polemiche, l’ufficio di presidenza del Senato è corso ai ripari. Oggi per un pasto medio si spendono circa 30 euro, ma il risultato dell’adeguamento dei prezzi è che i senatori si riversano sul ristorante di Montecitorio, dove si spende di meno (e che infatti ha cominciato a soffrire di sovraffollamento) , o mangiano in piedi alla buvette un sandwich o un piatto di affettati. Si calcola che gli aumenti abbia causato un calo delle presenze pari al cinquanta per cento. Di fronte allo spettacolo quotidiano dei tavoli deserti, la Gemeaz cusin, la società che ha preso la gestione della ristorazione senatoriale, ha deciso di proporre a Palazzo Madama la rescissione consensuale del contratto, sottoscritto il 12 febbraio del 2010, non trovando più conveniente impegnarsi in un’impresa che non produce utili. In attesa di quello che deciderà il Senato, la Gemeaz ha deciso di intervenire sul personale: dopo aver cercato un accordo con i sindacati interni per la messa in cassa integrazione di 20 dipendenti (accordo respinto dalla Cgil e dalla Cisl), oggi dagli uffici della Gemeaz sono partite nove lettere di licenziamento: i destinatari sono sei camerieri, due cuochi e un tabaccaio.

Di fronte alla prospettiva di perdere il lavoro, i dipendenti della società che lavorano a Palazzo Madama , una trentina in tutto, si sono asserragliati per tutto il pomeriggio nei locali del ristorante. Un’assemblea infuocata, dalla quale sono stati tenuti fuori, con gentilezza ma con determinazione, i giornalisti e i curiosi. I pochi senatori ancora fedeli al ristorante temevano che la riunione sfociasse in un’occupazione dei locali; ma alle 19.30, come tutte le sere, il ristorante ha riaperto i battenti. Ancora una volta, però, i camerieri hanno trovato la sala poco affollata, nonostante la presenza dei senatori nel palazzo per la discussione della manovra economica. (ANSA)

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