REGIONE TOSCANA PRESENTA ‘LEGGE ANTI-BRUNETTA’

NESSUN TAGLIO AGLI STIPENDI PER PRIMI 8 GIORNI MALATTIA. Firenze, 8 lug. – E’ stata gia’ ribattezzata ‘legge anti-Brunetta’, ma nelle intenzioni della Giunta regionale toscana vuole essere solo una norma che ”cancella le norme piu’ discriminatorie” del decreto 133 del ministro della Funzione Pubblica.

A presentare la proposta di legge toscana, oggi in conferenza stampa, il vicepresidente della Regione, Federico Gelli (Pd). La proposta di legge, gia’ approvata dalla Giunta, sara’ sottoposta ora alla votazione in Consiglio regionale. Le norme, se approvate, varranno per i dipendenti della Regione Toscana, che sono circa 5mila tra Regione ed enti collegati. Il primo obiettivo e’ ”evitare discriminazioni” e ”non imporre ai dipendenti pubblici regole e decurtazioni piu’ penalizzanti di quelle che valgono per il settore privato”. La prima declinazione concreta della pdl riguarda i giorni che saranno pagati a stipendio pieno. Dall’anno scorso, da quando e’ entrato in vigore il decreto Brunetta – ha ricordato Gelli – il dipendente pubblico che si ammala o si assenta dal lavoro si vede ridotto lo stipendio nei primi dieci giorni di ogni malattia. La Giunta regionale toscana propone invece un ‘bonus’ di 8 giorni all’anno, in cui al dipendente non sara’ applicata piu’ alcuna decurtazione dela busta paga.

VISISTE FISCALI FACOLTATIVE E IN FASCIA ORARIA 10-12 E 17-19

In ogni caso, esauriti gli 8 giorni, gli stipendi saranno tagliati in misura minore. Con la proposta di legge la giunta definisce infatti anche con chiarezza le componenti dello stipendio da corrispondere in caso di assenza e stabilisce che nessuna delle componenti che abbia natura fissa, ricorrente o continuativa debba essere tagliata. Sono salve le indennita’ legate alla mansione o al ruolo del dipendente. Le assenze incideranno a questo punto solo sulla produttivita’ e le indennita’ di risultato. Nessuna decurtazione sara’ prevista per i ricoveri ospedalieri, gli infortuni sul lavoro a causa di servizio o per patologie gravi che richiedono terapie salvavita. Al riguardo Gelli ha annunciato che lunedi’ portera’ in giunta una direttiva che elenca tutte le patologie che ricadranno nel provvedimento, in modo da chiarire qualsiasi dubbio e togliere qualsiasi margine di discrezionalita’. Il provvedimento, visto che non fa altro che specificare una norma gia’ prevista dal governo, sara’ applicabile anche prima dell’approvazione della proposta di legge. Per le assenze per motivi diversi dalla malattia si rimanda a quanto previsto dalle norme dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Si cambia anche per quanto riguardo le visite fiscali a casa. Diventano per l’amministrazione facoltative, sulla base delle proprie esigenze organizzative. Una soluzione che permettera’ di contrastare il fenomeno dell’assenteismo arginando eventuali abusi, ma allo stesso tempo di contenere i costi aggiuntivi conseguenti alle visite mediche di controllo. Cambiano anche le fasce di reperibilita’. Il Decreto Brunetta le aveva allargate, costringendo il lavoratore a farsi trovare a casa dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20. La Regione ha reintrodotto le fasce che valgono per il settore privato, in precedenza in vigore: ovvero dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 1 9, che sono quelle determinate dalla contrattazione collettiva.

GELLI, COMBATTIAMO FANNULLONI MA TUTELIAMO DIRITTI LAVORATORI

In verita’, osserva Gelli, anche il governo su questo aveva fatto nel frattempo un passo indietro. Regione e governo propongono le stesse fasce. La differenza sta pero’ nello strumento: il governo lo ha fatto con un decreto, che potrebbe anche non essere convertito. La Regione Toscana lo fara’ con una legge, che varra’ indipendentemente dal decreto. ”Nessuno in Regione vuol difendere furbi e fannulloni – chiarisce Gelli – Da tempo ci siamo mossi per combattere sprechi inutili, per contenere i costi e per rendere la macchina piu’ snella ed efficiente. Ma abbiamo anche investito sul personale. Da tempo abbiamo avviato anche controlli incrociati sulle timbrature, perche’ occorre essere severi quando serve. Quello di cui abbiamo bisogno sono strumenti chirurgici che ci consentano di asportare la parte malata senza danneggiare la parte sana. E cosi’ non e’ stato con la legge 133 di quest’anno (il famoso Decreto Brunetta ndr) sulle assenze da lavoro, tant’e’ che poi il governo, resosi conto dell’errore, l’ha in parte modificata: cancellando ad esempio le decurtazioni che erano previste nel caso di assenze diverse dalla malattia, come per le donazioni del sangue, i congedi matrimoniali o i congedi parentali”. Il vicepresidente Gelli ha anche annunciato che prossimamente portera’ in giunta una seconda direttiva, oltre a quella sulle patologie gravi. Riguardera’ i dirigenti (in tutta la Regione sono circa 150), i quali saranno giudicati anche in base alla capacita’ di vigilare su assenze e produttivita’ dei loro dipendenti. I dirigenti che non faranno bene il proprio mestiere potranno in questo caso rischiare un taglio del 40% sulla produttivita’, pari ad almeno 5mila euro. (Adnkronos)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.