Quirinale: Napolitano rieletto Presidente della Repubblica

NapolitanoIl “rito” del giuramento, dalla Camera al Colle, le salve di cannone, le campane, la formula, il primo discorso. Roma, 20 apr – Giorgio Napolitano è il 12° Presidente della Repubblica italiana. Con 738 voti su 997 votanti, pari al 74%, Giorgio Napolitano risulta il quarto Presidente della Repubblica più votato. Meglio di lui hanno fatto Sandro Pertini, 832 voti su 995, pari all’84,4%; Giovanni Gronchi, 658 su 833, pari al 78%; Francesco Cossiga, 752 su 977, pari al 74,3%. Subito dopo Napolitano, Carlo Azeglio Ciampi, 707 voti su 990 votanti, pari al 71%. Nel 2006, il Capo dello Stato rieletto oggi ottenne 543 preferenze su 990 votanti, pari al 54,3%.

Campane a festa, salve di cannone, onori militari: il giuramento del presidente della Repubblica è una vera e propria “liturgia” della Repubblica. Una liturgia che non dovrebbe subire sostanziali modifiche dal fatto che il Capo dello Stato sia stato rieletto. Ecco come si svolge, passo passo, questo rituale che va in scena per la dodicesima volta nella storia della Repubblica.

L’ELETTO PARTE DA CASA

Il presidente della Repubblica viene prelevato dalla sua abitazione in forma privata dal segretario generale della Camera, Ugo Zampetti, e accompagnato a Montecitorio a bordo di un’auto della presidenza della Repubblica. Trattandosi questa volta del presidente della Repubblica in carica, la vettura parte direttamente dal Quirinale ed è scortata, diversamente da quanto accade in caso di nuova elezione, dai Corazzieri in motocicletta e non dai Carabinieri.

SUONA LA CAMPANA DI MONTECITORIO

La partenza del presidente della Repubblica dalla sua residenza è segnata dalla campana maggiore di Montecitorio, che suona ininterrottamente fino al suo arrivo alla Camera. Si tratta di una campana particolare: nel bronzo, oltre allo stemma pontificio (in epoca pre-unitaria la campana segnalava l’inizio delle udienze del tribunale pontificio), alle figure di Cristo e di Sant’Antonio, c’è il motto latino ”diligite justitiam qui iudicatis in terram”, ovvero ”onorate la giustizia voi che giudicate in terra”. Il presidente della Repubblica, infatti, in quanto presidente del Consiglio superiore della magistratura è il primo magistrato d’Italia.

L’ARRIVO ALLA CAMERA

Il capo dello Stato viene ricevuto all’ingresso principale di Montecitorio dai presidenti di Camera e Senato e riceve nell’atrio gli onori militari da un reparto di Carabinieri in alta uniforme disposto su due file che si fronteggiano. Da lì ci si dirige in Aula, ornata con 21 bandiere e drappi rossi. Il Capo dello Stato entra dall’ingresso alla destra dell’Emiciclo e sale sul banco della presidenza, prendendo posto alla destra del presidente della Camera. In Aula ci sono deputati e senatori, nelle tribune i delegati delle Regioni, i rappresentanti del corpo diplomatico accreditato presso la Repubblica italiana e gli ospiti d’onore.

SI SPARANO 21 SALVE DI CANNONE

Quindi, aperta la seduta, il Capo dello Stato si alza in piedi e pronuncia la formula del giuramento, che è ”Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione”. In quel momento vengono sparate 21 salve di cannone e la campana di Montecitorio torna a suonare.

IL MESSAGGIO ALLA NAZIONE

Il presidente della Camera cede il proprio posto al centro del banco della presidenza al presidente della Repubblica, si siede alla sua destra e invita i grandi elettori a sedersi; dopodichè il capo dello Stato rivolge il suo messaggio alla Nazione. Una curiosità: il giuramento è la prima e l’ultima volta per Napolitano da Capo dello Stato in un’Aula del Parlamento italiano. Da allora, se vorrà assistere ai lavori delle Camere, potrà farlo dalle tribune a lui riservate a Montecitorio e a Palazzo Madama, ma mai dall’Aula.

SI LASCIA L’AULA

Al termine del messaggio, la seduta del Parlamento in seduta comune viene chiusa ed il capo dello Stato, accompagnato dai presidenti di Camera e Senato e dai rispettivi segretari generali, lascia l’Emiciclo dall’ingresso a sinistra raggiungendo l’atrio di Montecitorio. Dove viene accolto dal presidente del Consiglio e riceve il saluto del segretario generale del Quirinale, mentre un reparto di corazzieri in alta uniforme gli rende gli onori. Quindi si esce da Montecitorio: nella piazza si ascolta l’Inno nazionale e si passa in rassegna il reparto di onore schierato con bandiera e banda.

L’OMAGGIO AL VITTORIANO

Dopo il suo giuramento, il nuovo presidente della Repubblica viene accompagnato dal presidente del Consiglio in carica (che è Mario Monti) e dal segretario generale del Quirinale (Donato Marra) all’Altare della Patria dove il Capo dello Stato rende omaggio al Milite ignoto

VERSO IL QUIRINALE

Quindi scortato dai Corazzieri a cavallo e dai motociclisti si sale al Quirinale lasciando Piazza Venezia e attraversando Via Cesare Battisti e via IV Novembre a bordo della Lancia Flaminia 335, l’auto decappottabile a sette posti, che per tradizione viene usata solo in due occasioni: per l’elezione e per la parata per la festa della Repubblica, il 2 giugno. Giunto al Quirinale, il neo presidente riceve gli onori militari nel Cortile d’onore; al termine, nel Salone dei Corazzieri i discorsi: il saluto del presidente uscente Carlo Azeglio Ciampi e, se vorrà farlo, quello del nuovo inquilino del Colle. Quindi, il rinfresco nel Salone delle feste.

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