Parlamento: agenda fitta per la ripresa, ma pesa la questione decadenza Berlusconi

BerlusconiDisperatoAttesi i decreti su P.A., IMU ed IVA, al via l’esame del DL sul femminicidio. Roma, 25 ago – Conto alla rovescia per la conclusione delle vacanze dei parlamentari, alcuni dei quali già martedì prossimo saranno a Montecitorio e Palazzo Madama, dove sono in programma, rispettivamente, la riunione degli Uffici di presidenza delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia e la seduta congiunta delle commissioni Esteri di Senato e Camera per l’audizione del ministro Emma Bonino. E da settembre l’agenda dei provvedimenti da esaminare per deputati e senatori è assai fitta, anche se su tutto pende la spada di Damocle della questione della decadenza e dell’ineleggibilità di Silvio Berlusconi, destinata ad avere effetti sul prosieguo della legislatura. L’Ufficio di presidenza della Giunta delle Elezioni di Palazzo Madama si riunirà il 4 settembre per decidere il calendario dei lavori, mentre per il 9 è già fissata la seduta per l’intervento del relatore Andrea Augello. I tempi successivi previsti per l’esame della questione, più o meno rapidi, potrebbero inevitabilmente influenzare il resto dei lavori parlamentari e la discussione dei molti provvedimenti che attendono il via libera, a partire da quelli che il governo dovrebbe varare entro questa settimana, sulla Pubblica amministrazione e poi su Imu e Iva.

Il 6 settembre la seduta alla Camera per il voto su DDL riforme, attesa per la legge elettorale

C’è poi un altro importante decreto legge che è già approdato alla Camera, annunciato nella seduta oggetto di polemiche da parte del Movimento 5 stelle del 20 agosto scorso, quello contenente le norme contro il femminicidio, ma anche per l’arresto differito in occasione delle manifestazioni sportive e sulle competenze dei commissari delle Province in attesa del riordino delle stesse. Dopodomani si riuniranno gli Uffici di presidenza delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia per decidere il calendario dell’esame del testo. L’Aula è invece convocata per venerdì 6 settembre, quando dovrà essere votato il disegno di legge che definisce il percorso delle riforme costituzionali, che poi dovrà essere oggetto di una nuova lettura prima da parte del Senato e poi ancora della Camera. Intanto però si accelera in materia di legge elettorale per modificare il “Porcellum”, un traguardo che dovrà essere tagliato entro ottobre, ha chiesto il presidente del Consiglio Enrico Letta nell’intervento al Meeting di Rimini. Sia a palazzo Madama, dove inizierà la discussione, che a Montecitorio, è stata decisa la procedura d’urgenza, ma le polemiche nei e tra i partiti lasciano prevedere che si assisterà ad un vero e proprio percorso ad ostacoli.

Nodi da sciogliere sul finanziamento ai partiti, omofobia, diffamazione

E non meno complicato si annuncia il cammino di altri tre provvedimenti che attendono di essere esaminati alla Camera per passare poi al Senato: riforma del finanziamento ai partiti, legge contro l’omofobia e modifica delle norme sulla diffamazione per arrivare all’eliminazione del carcere per i giornalisti. Sul primo punto la volontà del governo di andare avanti è stata espressa a più riprese sia dal premier che dal ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello, ma con altrettanta forza sono state manifestate perplessità da esponenti dei partiti della maggioranza. Tutto da trovare poi un equilibrio tra la necessità di contrastare l’omofobia con l’esigenza di non colpire la libertà d’opinione, mentre fin qui non si è riusciti ad individuare una soluzione che preveda tutele e sanzioni in grado di garantire sia la libertà di stampa che il rispetto dell’onorabilità. Tutti problemi che potrebbero trovare uno scoglio insormontabile in quella che appare come la madre di tutte le questioni, vale a dire la richiesta del Pdl di garantire agibilità politica a Berlusconi, da conciliare però con le norme su decadenza e ineleggibilità e sulla decisione che dovrà pronunciare la Corte d’Appello di Milano per quanto riguarda la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. (Adnkronos)

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