Missioni militari all’estero: Il Quirinale gela la Lega. Meno truppe? Solo ipotesi

NapolitanoIl Colle, no a decisioni unilaterali. Roma, 8 lug. – “Grazie alla Lega qualche migliaio di ragazzi torneranno a casa, saranno contenti i genitori”. Umberto Bossi si “rivendeva” così ieri il via libera, raggiunto all’unanimità in Consiglio dei ministri, sul rifinanziamento delle missioni che prevede meno spese e una riduzione delle truppe all’estero.  Una soddisfazione durata appena qualche ora. A gelare il Carroccio è intervenuto il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica ha specificato che il diminuzione dei militari impegnati nelle missioni all’estero è solo un’ipotesi e che non può esserci da parte dell’Italia nessuna decisione unilaterale sulla riduzione o sul ritiro delle truppe. Una puntualizzazione che piace al Pd: “E’ chiaro che l’Italia non può ritirarsi dalle missioni internazionali sulle quali si è impegnata e che l’annunciata riduzione dei contingenti può essere e sarà effettiva soltanto attraverso il concerto con l’Onu e con le organizzazioni internazionali”, osserva Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. Finocchiaro invita il centrodestra a tenere “fuori dalle beghe interne tra componenti della maggioranza” le missioni perchè “ne va del prestigio del Paese e del benessere dei nostri soldati”. Ribatte il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: “Sulle missioni militari il governo ha idee chiare. Compiti e responsabilità competono al governo. Che rispetta tutti, ascolta ma decide nella pienezza dei propri poteri che sono dell’esecutivo. Come ben sa anche il Pd”.

Berlusconi: “sono sempre stato contrario all’intervento in Libia”. Napolitano: non commento le dichiarazioni del governo

Ma non è soltanto Bossi “vittima” delle affermazioni del capo dello Stato. Il presidente Napolitano infatti si è rivolto, implicitamente, anche al premier Silvio Berlusconi che oggi ha detto di essere sempre stato contrario all’intervento in Libia, aggiungendo di aver dovuto accettare l’impegno italiano per la presa di posizione precisa del capo dello Stato e del Parlamento. “Ero e sono contrario all’intervento in Libia – ha detto il premier-, ma ho avuto le mani legate dal voto del Parlamento del mio Paese e sono stato costretto ad accettarlo non solo per la decisione dell’Onu ma anche per l’intervento del capo dello Stato alle Camere”. Le parole del Cavaliere sono poi state precisate da Paolo Boniauti: “La decisione sull’operazione per la protezione dei civili in Libia è scaturita nell’ambito della dialettica tra vertici istituzionali. Tale decisione, quindi, impegna tutti quanti e, in primo luogo, il Consiglio dei ministri e il presidente del Consiglio. La libera espressione delle posizioni, comunque, non ha mai messo e non mette minimamente in discussione il ruolo istituzionale del Capo dello Stato”. Il presidente, dal canto suo, sollecitato dai cronisti sulla vicenda ha osservato: “Non commento le dichiarazioni di nessun esponente del governo e di nessun ministro”, ha risposto il capo dello Stato a chi gli chiedeva se vi fossero contraddizioni tra quanto deciso ieri sulle missioni militari dal Consiglio Supremo della Difesa, presieduto dallo stesso Napolitano, e quanto detto oggi dal premier Silvio Berlusconi e da alcuni ministri leghisti. Napolitano quindi ha aggiunto: “Ieri il consiglio supremo di difesa ha ribadito l’importanza della partecipazione italiana alle missioni internazionali per la pace, la sicurezza, contro il terrorismo e la pirateria, sotto l’egida dell’Onu e della Nato”. Al Consiglio ha partecipato anche il premier Berlusconi.

Calderoli: la riduzione dei soldati è merito nostro. La Russa: no è merito dei soldati

Nella riunione del Consiglio dei ministri è stato dato il via libera a un decreto legge che rifinanzia le missioni all’estero per un totale di 694 milioni di euro, ”con un risparmio di quasi 120 milioni rispetto a prima. Abbiamo ridotto essenzialmente soprattutto il costo relativo alla Libia”, ha spiegato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. ”Insomma – ha detto La Russa – il costo totale scende da 811 milioni a 694 milioni di euro E’ stato essenzialmente ridotto il costo della missione in Libia. E’ stato in sostanza dimezzato, a 60 milioni di euro”. Anche il ministro Roberto Calderoli è intervenuto dopo il Consiglio dei ministri spiegando che “dei 9250 uomini impegnati in missioni all’estero, 2078 uomini entro la fine dell’anno rientreranno a casa”. Anche Calderoli rivendica il tutto come una vittoria leghista: “Ieri ho inviato una lettera per affrontare la questione in sede politica, una lettera che è stata molto efficace e credo abbia consentito un ottimo lavoro rispetto alle nostre aspettative”. Tuttavia, il ministro La Russa ha tenuto a precisare: la riduzione del contingente italiano impegnato nelle missioni all’estero “non è grazie a me, a Bossi o a Berlusconi, ma grazie ai soldati. I militari che torneranno a casa lo fanno perchè hanno finito di svolgere i loro compiti, e hanno raggiunto gli obiettivi che il parlamento aveva assegnato loro. A buon intenditore poche parole…”.

{nicedonate:http://www.grnet.it/donpay.gif||}

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.