Manovra economica: Sottosegretario alla Difesa attacca Tremonti

CROSETTORoma, 27 giu – “Sono stufo”. Il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto spara a zero contro Tremonti. «Le bozze filtrate sulla manovra andrebbero analizzate da uno psichiatra», dice alle agenzie il deputato di Cuneo, da sempre in Forza Italia e nel Pdl. «Tremonti vuole far saltare banco e governo, ha tenuto in vita il Paese mettendolo in coma farmacologico, flirtava con grandi banche e gruppi, predica benissimo e razzola malissimo: l’unico ministero che non ha subito tagli alla spesa corrente, ma anzi l’ha aumentata, è il suo».

Sottosegretario Crosetto, di cosa si è stufato?

«Io sono solo un iscritto del Pdl che vuole dire quello che pensa sulla politica economica. Certo, non credo di essere l’unico a pensarla cosi. Magari non tutti hanno il coraggio di dirlo».

E che cosa pensa?

«Che si continuano a vedere provvedimenti con tagli lineari alla spesa, quando il problema invece è eliminare le cose che producono spesa. La filosofia di Tremonti è sempre la stessa: ogni volta si taglia un po’, lasciando in piedi le cose inutili e danneggiando quelle utili. Abbiamo 110mila carabinieri che non possono uscire dalle caserme perchè non hanno i soldi per il carburante. Il metodo più banale, basterebbe qualunque ragioniere».

Invece che si dovrebbe fare?

«Accorpare, razionalizzare, tagliare la spesa con idee innovative, cambiare lo Stato. E siccome Tremonti è una persona intelligente, potrebbe recepire i consigli che da anni tutti cercano di dargli. E fare anche lui quello che chiede agli altri: dal 2002 a oggi la Difesa è passata da 4,2 miliardi a 1,3 di spese per consumi intermedi. Al ministero dell’Economia questa voce è aumentata…»

Vuol far saltare la poltrona di Tremonti?

«Io parlo di cose di merito. A me Tremonti è simpatico, e lo stimo. Ma questa politica economica non ci porta da nessuna parte. Io vengo da una realtà fatta di artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, e devo risposte a loro, che creano ricchezza. In questi anni gli abbiamo aumentato la pressione fiscale, annullato lo Statuto del Contribuente, li abbiamo fatti diventare tutti solo evasori da massacrare, non abbiamo alleggerito la burocrazia. E invece di tagliare la spesa in modo serio e programmato si sforbicia ogni anno un pezzetto. E’ una politica economica che va cambiata. Politica di cui è responsabile Tremonti. E’ un fatto notorio che tutto passa attraverso il ministero dell’Economia, che ha controllato la politica di tutti i dicasteri impedendo loro ogni iniziativa innovativa anche nel senso del rigore. Tutti devono chiedere il permesso: non a Tremonti, perchè a lui non abbiamo accesso, ma ai suoi funzionari. Che neanche ti rispondono al telefono. E mi sono rotto le balle, scusatemi il termine».

Beh, rende l’idea. E ora, come dovrebbe nascere la maximanovra da 40 e passa miliardi?

«Con scelte collegiali del governo e della maggioranza. Basta con le cartelline vuote che poi vengono riempite in via XX Settembre. E poi, un ampio dibattito in Parlamento che coinvolga tutti, aperto a modifiche. Il rigore e i sacrifici servono, lo sappiamo tutti. Ma non ci possono essere solo i sacrifici».

Lei contesta anche le proposte di Tremonti sui costi della politica.

«Sono demagogia alla De Magistris, robe fatte solo per riempire un po’ i giornali. Ma la sostanza non è quella. Il problema del paese è la cilindrata delle autoblu? E poi, non è un privilegio della politica quello che ha il ministro del Tesoro di fare migliaia di nomine?»

Ci faccia capire: per questa nuova politica collegiale che lei propone, il ministro dell’Economia giusto è sempre Tremonti o bisogna cambiare cavallo?

«Io gli sto dando un consiglio. Tutti riconoscono a Tremonti una grande abilità tecnica e grandi meriti, ma non dal punto di vista umano. Magari dopo questa cosa non mi rivolgerà più la parola, ma se dialogherà con tutti gli altri io sarò contento».

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