Mafia: Borsellino, la Sicilia è in debito con il generale Dalla Chiesa

carlo_alberto_dallachiesaRoma, 3 set – ”La memoria finisce col diventare un contenitore vuoto se non c’è rispetto e giustizia, e soprattutto se non c’è verità. A distanza di 30 anni la Sicilia continua ad essere debitrice nei confronti del generale Dalla Chiesa, verso la sua tenacia e la sua voglia di giustizia”. Lo ha detto Rita Borsellino, deputato del Parlamento europeo, ricordando nel suo 30esimo anniversario la strage di via Isidoro Carini a Palermo in cui furono uccisi il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, sua moglie, Emanuela Setti Carraro, e l’agente della Polizia di Stato, Domenico Russo. ”Dalla Chiesa – ha aggiunto Borsellino – ebbe l’intuizione di individuare e colpire quei rapporti di collusione fra politica e mafia che continuano ad essere avvolti all’interno di una zona grigiasu cui va fatta ancora piena luce. Soltanto allora, quando le zone d’ombra saranno eliminate, il suo sacrificio e quello di tanti uomini di Stato, sarà ripagato alla famiglia e all’intera società”.

Napolitano, Dalla Chiesa eccezionale servitore dello Stato

”A trent’anni dal vile agguato al prefetto di Palermo, generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, alla moglie Emanuela Setti Carraro e al coraggioso agente di scorta Domenico Russo, crudelmente assassinati dalla mafia, rendo commosso omaggio alla loro memoria, ricordandone l’estremo sacrificio a difesa delle Istituzioni e dei cittadini. Eccezionale servitore dello Stato, di comprovata esperienza operativa e investigativa, in Sicilia ed in altre regioni, arricchita dagli straordinari risultati conseguiti nella lotta al terrorismo, il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa fu inviato nuovamente nell’isola, quale prefetto della provincia di Palermo, in una fase particolarmente difficile della lotta alla mafia”. E’ quanto si legge in un messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al prefetto di Palermo, Umberto Postiglione. ”La sua uccisione – prosegue – provocò un unanime moto d’indignazione, cui seguì un più deciso e convergente impegno delle Istituzioni e della società civile, che ha consentito di infliggere colpi sempre più duri alla criminalità organizzata, ai suoi interessi economici ed ai suoi legami internazionali. Ricordare il sacrificio del generale Dalla Chiesa e dei tanti che ne hanno condiviso il destino a salvaguardia dei valori di giustizia, di democrazia e di legalità, contribuisce a consolidare quella mobilitazione di coscienze e di energie e quell’unione d’intenti fra Istituzioni, comunità locali e categorie economiche e sociali, attraverso cui recidere la capacità pervasiva di un fenomeno criminale insidioso e complesso. Con questo spirito di rinnovata adesione ai valori fondanti della Repubblica e interpretando i sentimenti di gratitudine dell’intera Nazione, rinnovo ai familiari del generale Dalla Chiesa, della sua gentile consorte Emanuela e dell’agente Russo espressioni di calorosa vicinanza e solidale partecipazione al loro dolore”.

Di Pietro, l’assassinio di Dalla Chiesa è una ferita ancora aperta. Si squarci il velo di omertà e ipocrisia per arrivare alla verità

”L’assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e della moglie Emanuela Setti Carraro fu un attentato al cuore delle istituzioni e rappresenta, ancora oggi, una ferita aperta per la Sicilia onesta”. Lo dichiara il leader Idv Antonio Di Pietro. “Oggi, nel giorno del trentesimo anniversario, nel ricordo loro e del fedele servitore dello Stato che li proteggeva -aggiunge- ci stringiamo intorno alle famiglie delle vittime e chiediamo che sia fatta piena luce su quei tanti misteri che tuttora avvolgono quella tragedia”. “Dalla Chiesa sacrificò la sua vita nel tentativo di estirpare gli intrecci politico-mafiosi e si battè affinchè trionfassero la giustizia, la legalità e la democrazia. Chiediamo con forza -conclude- che si squarci quel velo d’ipocrisia e di omertà e si componga quel puzzle in modo che si possa arrivare a conoscere tutta la verità su quel brutale omicidio”.

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