Libia: Gheddafi minaccia l’Italia, Lega e PdL lavorano per un accordo (Il punto)

bossi-berlusconiCalderoli, verso la soluzione, sulla mozione chiediamo il voto dell’intero parlamento. Roma, 30 apr. – Nel giorno in cui Muhammar Gheddafi attacca e minaccia l’Italia, sul piano interno sembrano tornare più sereni i rapporti tra Lega e Pdl, dopo la presentazione da parte del Carroccio di una mozione sulla quale spera che convergano anche le opposizioni. “Direi che la cosa si sta avviando verso una soluzione”, sottolinea il ministro per la Semplificazione e coordinatore delle segreterie della Lega Roberto Calderoli a chi gli chiede se ci sarù un incontro tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. “Noi – aggiunge – siamo convinti martedì di uscire con una mozione ragionevole, equilibrata, proposta dalla Lega e che metterà d’accordo tutti, maggioranza e opposizioni, fatte salve posizioni politiche di chi pensa ancora che si debba dare la spallata ad ogni cambiar del vento”. Nel suo documento la Lega pianta sei “paletti” e in particolare chiede che venga indicata una data entro la quale ci sia lo stop di ogni azione militare. “Il primo punto chiave della mozione – spiega La Padania – riguarda la guerra a Gheddafi: non ci sia una escalation che porti ad azioni di guerra”. Il secondo punto: “occorre intraprendere una intensa azione diplomatica” perche’ “purtroppo le bombe non sono mai intelligenti”. Per questo, “e siamo al punto focale della mozione, vien proposto di fissare un termine entro il quale far cessare qualsiavoglia azione militare. Termine rigorosissimo, da comunicare immediatamente al Parlamento”. Il Carroccio chiede inoltre che “non avvenga un inasprimento della pressione tributaria per finanziare le nostre missioni”. Ultima, “ma di assoluta importanza, la richiesta di promuovere un concorso reale tra tutti i Paesi alleati sui temi scottanti delle ondate migratorie”.

Franceschini, non ci faremo coinvolgere dai giochetti del Carroccio

La mozione, spiega ancora Calderoli, “è la più equilibrata e completa e dovrebbero votarla tutti, non soltanto gli alleati di maggioranza ma anche le forze di opposizione che, diversamente, negherebbero i valori della sinistra storica”. Parole, quest’ultime, che tuttavia vengono rispedite al mittente. “Non ci faremo coinvolgere dai giochetti della Lega. Il Pd – afferma il capogruppo alla Camera Dario Franceschini – ha una posizione lineare che difende l’immagine internazionale dell’Italia e rispetta le risoluzioni delle Nazioni unite e al contempo fa emergere le insanabili fratture in politica estera di una maggioranza che non c’è più. Questa posizione porteremo mercoledì in Aula cercando di costruire un’intesa tra i gruppi di opposizione. Tutto il resto non ci interessa, compresa l’offerta di Calderoli che fa parte del solito gioco della Lega di dire una cosa e poi farne un’altra in Aula. Sono pronto a scommettere che lunedì sera, come al solito, Bossi andrà ad Arcore e uscirà con la coda tra le gambe”. Fa eco il vicepresidente di Futuro e libertà Italo Bocchino. “La Lega non pensi di risolvere i problemi interni alla maggioranza rivolgendo inutili appelli alle opposizioni. Il governo ha il dovere di farsi carico di una posizione unitaria sull’intervento militare in Libia, che a differenza di quel che pensa il Carroccio avrà dei costi e una durata non prevedibile, così com’è probabile che col tempo serva un intervento di terra per porre fine a una dittatura sanguinaria in un Paese nostro dirimpettaio nel Mediterraneo. Siamo comunque convinti che alla fine Bossi e la Lega silenzieranno l’ammuina in cambio di qualche posto di governo e di qualche vicesindaco”.

Sacconi-Matteoli, la posizione del Carroccio è apprezzabile

L’Idv continua ad ammonire gli altri partiti di opposizione. “Il dibattito parlamentare – dice il leader Antonio Di Pietro – farà emergere le contraddizioni e l’assenza di una politica estera del governo, ci auguriamo che le opposizioni possano trovare un comune denominatore da contrapporre alla politica governativa e non di appoggio, perchè sarebbe veramente assurdo che nel momento in cui la Lega propone di finire l’avventura di guerra in Libia, il governo resti in piedi perchè il Pd o qualche altra forza di opposizione gli fa da spalla”. Toni distesi invece all’interno della maggioranza, con il Pdl che apprezza le ultime prese di posizione del Carroccio. “Questo governo durerà fino alla fine della legislatura. Sulla Libia – sottolinea il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto – bisogna lavorare per definire un percorso che, mantenendo ferma la risoluzione dell’Onu e quella della Camera del 24 marzo, tenga conto delle preoccupazioni delle posizioni della Lega”. “Mi sembra che i 6 punti proposti dalla Lega – nota il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – siano una buona base di discussione e credo che possano condurre ragionevolmente a quell’accordo che senz’altro avremo nei prossimi giorni in Parlamento”. ”La posizione del collega Calderoli – aggiunge il titolare del dicastero delle Infrastrutture Altero Matteoli- è apprezzabile. Ancora una volta prevale il buonsenso e la maggioranza ritrova la sintesi necessaria per governare il Paese. Gli esecutivi hanno sempre l’obbligo di guardare più alla sostanza dei problemi”.

Il leader Libico, porteremo la guerra nel vostro Paese

Intanto però Gheddafi tuona contro l’Italia e non esita a minacciare il nostro Paese. “Dov’è – si chiede – il Trattato di amicizia? Dov’è il divieto di aggressione contro la Libia da parte dell’Italia? Dov’è il Parlamento italiano? E il governo italiano? E il mio amico Berlusconi?. Speravamo che l’Italia, il mio amico Berlusconi e il Parlamento italiano condannassero la colonizzazione, invece sembra che non ci sia un Parlamento nè tantomeno una democrazia in Italia”. ”Con rammarico – dice ancora il colonnello – ho sentito i figli della Libia minacciare di portare la guerra in Italia. Dicono che ormai la guerra è tra noi e gli italiani, che uccidono i nostri figli come facevano nel 1911. I libici hanno ragione e io non posso porre un veto sulla sulla decisione di difendere la Libia e portare lo scontro nei territori nemici. ”Pensavamo di avere a che fare con una nazione moderna, che ha una città come Roma, la cui storia è universalmente riconosciuta, ma mi rammarica constatare che a cento anni dall’invasione italiana, invece di festegiare la fine del colonialismo, ci troviamo di nuovo con la colonizzazione che si ripete”. (Adnkronos)

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