Libia: Frattini, Gheddafi voleva trasformare Lampedusa in un inferno

lampedusa-barconeRoma, 26 ago – ”Abbiamo le prove degli ordini dati dal governo di Gheddafi per trasformare Lampedusa in un inferno”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un’intervista al quotidiano dei vescovi “Avvenire”. Gheddafi, rivela Frattini, ordinava ai suoi uomini di ”mettere sui barconi migliaia di disperati” e gettare ”l’isola nel caos”. Di questo ”abbiamo le prove e non possiamo fare finta di nulla. Ma ora c’è Jibril: io ho creduto in lui dal primo giorno e oggi guardandolo ancora una volta negli occhi ho capito che è un uomo che non si dimentica di chi gli è stato vicino”. Le autorità libiche, conclude il titolare della Farnesina, ”davano ordini di mascherare cadaveri militari con abiti civili per fare cadere colpe loro sulla Nato”.

Jalil, il regime naufraga tra violenza e crudeltà

”Gli ultimi momenti di Gheddafi dimostrano la crudeltà e la violenza del regime”. A dirlo il presidente del Consiglio nazionale di transizione Mustafa Abdel Jalil, che, in un’intervista alla Stampa, condanna il rapimento dei quattro giornalisti italiani, chiede ”di accettare il Cnt come legittimo rappresentante del immigrato-disperatopopolo” e assicura che in Libia ”non si ripeterà quello che è accaduto in Iraq con Oil For Food”. Sulla possibilità che Gheddafi abbia a disposizione un arsenale chimico, osserva che ”le armi che erano di fatto presenti quando ero ancora parte del regime, oggi sono scadute, ma non sono state ancora trovate”. Il leader del Cnt ribadisce che il Colonnello deve essere processato dai tribunali libici ”per tutti i crimini che ha commesso in questi quarantadue anni, e solo dopo potrà essere consegnato al Tribunale internazionale dell’Aia”. Jalil annuncia di non avere un futuro nella nuova Libia: ”Chiudo con l’aver traghettato il mio popolo verso la libertà”. Un futuro potrebbe invece esserci per ”alcuni personaggi del regime, soprattutto se non si sono macchiati le mani di sangue. Jalloud – sottolinea – non è uno di questi, perchè ha fatto parte di quei militari golpisti che portarono il primo settembre di quarantadue anni fa Gheddafi al potere”. Nell’intervista l’ex ministro della Giustizia spiega che la Libia ha ancora bisogno degli aiuti umanitari. Le riserve di cibo e medicinali che sono state ritrovate ”non sappiamo neppure se sono state analizzate le date di scadenza”, e per questo ”aspettiamo fiduciosi la solidarietà internazionale”.

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