Libertà di espressione per i militari: governo toglierà frasi restrittive dal Codice

militari-cittaRoma, 18 nov – Cambio di rotta del governo sulla libertà di espressione per i militari. Aveva infatti suscitato un diffuso malumore tra gli operatori del comparto Difesa la nuova formulazione dell’art. 1472 del nuovo Codice dell’Ordinamento Militare il quale, innovando l’art. 9, comma 1, della legge n. 382 del 21 luglio 1978, riduceva lo spazio di libertà di espressione per i nostri militari.

La legge 382/78 infatti prevedeva che “I militari possono liberamente pubblicare i loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare o di servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione”.

Con l’entrata in vigore del nuovo Codice dell’Ordinamento Militare l’art. 1472 (che ha sostituito quello della 382/78) prevede che “I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare, di servizio o collegati al servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione”. Le parole “o collegati al servizio” hanno fatto andare su tutte le furie i militari che hanno visto in tale nuova formulazione un tentativo di bavaglio davvero insopportabile.

La questione è finita in parlamento dove il senatore Scanu (PD) ha presentato un’interrogazione nella quale ha ricordato che “il Consiglio di Stato ha successivamente specificato le condizioni di applicazione della norma, chiarendo che la trattazione di argomenti per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione sono esclusivamente quelli a carattere riservato, nel senso che essa non può ricomprendere tutti i fatti o le circostanze inerenti al servizio” e quindi ha chiesto al governo di eliminare quella che è stata definita dall’interrogante “un’evidente forzatura”.

Ieri, il sottosegretario alla difesa Cossiga, rispondendo all’interrogazione del senatore Scanu, ha dichiarato che “a seguito degli ulteriori approfondimenti demandati a un apposito tavolo tecnico interno all’amministrazione della Difesa, coordinato dall’Ufficio legislativo e comprendente tutte le articolazioni del dicastero, è stato comunque previsto di proporre, nell’ambito dello schema di decreto legislativo correttivo del Codice (previsto dall’articolo 14, comma 18, della legge n. 246 del 2005), l’espunzione delle parole cui gli interroganti si riferiscono“. In altre parole, sembra proprio che le parole “o collegati al servizio” saranno tolte dal testo.

Il senatore Scanu, dichiarandosi soddisfatto per “l’accoglimento, da parte dell’Esecutivo, di quanto rappresentato nell’atto di sindacato ispettivo” ha affermato che ciò “rappresenta sicuramente un importante passo in avanti per l’effettiva tutela dei diritti del personale appartenente al comparto Difesa.”

pdf Questo il link per il download dell’interrogazione e della relativa risposta


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