Legge Elettorale:Letta e il Quirinale premono,ma i partiti sono lontani

napolitano_lettaIl 2 settembre in Commissione, ma nessuna trattativa. Roma, 18 ago – (di Cristina Ferrulli) Il ruolino di marcia è serrato ma per la riforma del Porcellum, su cui insistono il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Enrico Letta, i partiti di maggioranza sono lontani.

E anche i consueti contatti tra sherpa nella pausa ferragostana sono interrotti: ci si rivede il 2 settembre in commissione Affari Costituzionali al Senato. Dal canto suo, Letta preferisce, almeno per ora, lasciare la rovente materia al Parlamento, premendo per un’accelerazione non perchè, spiegano i suoi, veda le elezioni più vicine ma perchè da sempre crede in una riforma e, a maggior ragione viste le tensioni, una messa in sicurezza è necessaria.

Il Pd ha chiesto e ottenuto di ottenere la procedura d’urgenza sulla riforma elettorale. L’obiettivo dichiarato è di arrivare ad una soluzione prima che, il 3 dicembre, si riunisca la Corte Costituzionale. Ma, visto il nervosismo del Pdl, il Pd non vuole correre il rischio, se ci fosse una crisi di governo, di tornare a votare con il Porcellum. D’altra parte il presidente della Repubblica ha più volte ribadito a tutti i suoi interlocutori che con questa legge elettorale il ritorno alle urne è impensabile. E anche Letta è della stessa idea perchè con il Porcellum i partiti sarebbero condannati di nuovo alle larghe intese.

Il Pdl, però, aspetta di capire la via che Silvio Berlusconi vuole intraprendere dopo la condanna. Daniela Santanchè smorza gli appelli del premier avvertendo che ”con la legge elettorale non si mangia” mentre servono misure come l’abolizione dell’Imu e la riforma della giustizia. La riforma elettorale per i berlusconiani è condizionata ”ad una grande questione democratica: – chiarisce Maurizio Gasparri – l’espulsione dalla politica di Berlusconi, un tema ineludibile che va affrontato e risolto”.

Nel merito, inoltre, il Pdl è da sempre restio ad eliminare tout court il Porcellum e punterebbe a ritoccare solo la percentuale per ottenere il premio di maggioranza, un punto finito sotto la lente della Consulta. Ma il Pd, come già successo ad inizio legislatura, non ne vuol sapere e punta su una cancellazione della legge attuale. E su una riforma che ripristini il Mattarellum o introduca nuovi sistemi, come la proposta Violante di un sistema proporzionale con soglia di sbarramento e ballottaggio tra i candidati premier delle coalizioni più votate. Non è un caso che, viste le lontananze tra i soci di maggioranza, c’è chi nel Pd, come Dario Ginefra invita a cercare ”un dialogo con le opposizioni”, sfidando in primis il M5S. Ed è vero che, se il Pdl decidesse di far saltare il banco, uno degli scenari possibili, immaginati dalla politica, sarebbe un governo Letta bis con un’altra maggioranza, grillini inclusi, per cambiare la legge elettorale. (ANSA)

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