L’aquila: i partigiani a Maroni, no a piazza intitolata al prefetto fascista, zio di Gianni Letta

Guido-LettaUtilizzati fondi del sisma. L’ANPI invia lettera a ministro. Roma, 6 ott – I partigiani dell’Anpi scrivono al ministro Maroni e chiedono un suo intervento per fermare il “blitz” del sindaco di Aielli, piccolo borgo nell’aquilano. Il primo cittadino ha intitolato, a detta dell’Anpi con un colpo di mano, piazza Risorgimento all’ex prefetto Guido Letta, zio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, ma soprattutto “prefetto delle leggi razziali – accusa l’Anpi – con una scelta che è in forte contrasto con la Costituzione. Si ponga immediatamente riparo”, chiedono al responsabile del Viminale i partigiani. “Nei mesi scorsi il sindaco di Aielli, Benedetto Di Censo – ricorda nella missiva l’Anpi – aveva annunciato una solenne manifestazione per intitolare l’attuale Piazza Risorgimento all’ex Prefetto Guido Letta e per assegnare la cittadinanza onoraria a Gianni Letta, attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri. Le critiche dell’Anpi provinciale e di molti cittadini aiellesi sulla nuova intitolazione della piazza, proprio in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, (e forse anche la prudenza dell’On. Gianni Letta) avevano determinato il rinvio della cerimonia: rinvio che poteva essere l’occasione per riflettere seriamente e assumere decisioni condivise che valorizzassero la storia unitaria e democratica del nostro Paese”. Ma il primo cittadino non è tornato sui suoi passi. Anzi.

Secondo l’Anpi, “il fatto che proprio nell’anno in cui si celebra il 150° anniversario dell’Unità nazionale un’Amministrazione decida di togliere da una piazza l’intestazione ‘Risorgimento’ per assegnarla a una figura che fu prefetto del Fascismo e attuatore delle leggi razziali, peraltro usando la somma di 20 mila euro assegnata dalla Provincia” destinata alle spese per la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, “rappresenta un atto gravissimo e un’offesa vergognosa alla Nazione italiana e allo spirito della Costituzione antifascista del nostro Paese”, denunciano i partigiani al ministro. “Una riflessione e un apprezzabile ripensamento da parte del sindaco sarebbero stati, e sarebbero tuttora – scrive l’Anpi – più che mai doverosi alla luce dei fatti storici. Infatti l’intitolazione della piazza all’ex prefetto Guido Letta è stata giustificata ”per l’aver ricoperto incarichi prestigiosi come Prefetto di sedi importanti per diversi decenni. “In realtà il Prefetto Letta nelle sue convinzioni, nei suoi atti politici e nella sua carriera amministrativa – denuncia l’Anpi – fu tra i più ferventi sostenitori del fascismo, fu membro della segreteria particolare di Mussolini e in quanto tale intermediò con il vile sicario di Giacomo Matteotti, Amerigo Dumini”.

I partigiani ricordano inoltre che l’ex prefetto “aderì alla Repubblica Sociale Italiana di Salò anche nella sua qualità di ufficiale dell’esercito, fu un convinto assertore e un rigoroso attuatore delle famigerate leggi razziali emanate nel 1938 dal fascismo e causa di deportazione e morte per migliaia di ebrei italiani, dopo l’8 settembre 1943 dette prova fin dal primo giorno di collaborare lealmente con le autorità militari germaniche, meritandosi piena fiducia e parole di alto riconoscimento'”. E ancora, scrivono nella missiva, “fu nominato Console della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale a scelta speciale e addirittura, per i suoi meriti di collaborazione con la Germania nazista, fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Tedesca (in tedesco Verdienstorden vom Deutschen Adler), una speciale onorificenza dell’Ordine Cavalleresco nazista istituita il 1 maggio 1937 da Adolf Hitler e assegnata a soli 9 Prefetti su 322”. “Dunque – secondo l’Anpi – meglio sarebbe stato approfondire e, alla luce di queste (e altre) valutazioni, soprassedere al cambio d’intitolazione della piazza. Invece, il 20 agosto scorso, in gran segreto e in modo repentino, addirittura nell’ambito dei festeggiamenti dei santi patronali, è avvenuta la cerimonia che ha modificato il nome della piazza cittadina da Piazza ‘Risorgimento’ a Piazza ‘Guido Letta’, con l’installazione di un busto dell’ex Prefetto che il titolare, consapevole dei suoi trascorsi fascisti, si era fatto fare da solo e installare nella sua villa privata”.

“Ovviamente alla manifestazione – denuncia l’Anpi al ministro – non c’erano gli illustri ospiti nazionali evidentemente imbarazzati, non è stata assegnata la prevista cittadinanza onoraria a Gianni Letta e la cerimonia si è ridotta a un ‘blitz’ improvvisato, sintomo di vergogna per una scelta poco meditata e ancor meno condivisa. La scelta dell’Amministrazione di Aielli, qualunque ne fossero le intenzioni – secondo i partigiani – si è rivelata sbagliata e grave. E deve essere rivista per non costituire un ‘precedente’ antistorico, negazionista e in palese contrasto con i valori e i principi della Costituzione Repubblicana”. “Per questo motivo l’Anpi – scrive l’associazione al ministro – forte del suo patrimonio di serietà, prestigio e onorabilità, continuerà a difendere, ad Aielli e ovunque, i valori della storia democratica dell’Italia, della Resistenza antifascista e della Costituzione repubblicana da qualunque tentativo revisionista. Lo farà con il giusto rispetto verso tutti, ma in modo intransigente e appassionato in onore della cultura democratica della Provincia dell’Aquila, insignita nel 2005 dal Presidente Ciampi della medaglia d’oro al valor civile .Con questo spirito e nell’ambito delle sue prerogative istituzionali, ci permettiamo di chiedere il suo autorevole intervento di Ministro della Repubblica italiana perchè si ponga riparo a questo atto grave e inusitato”, conclude la lettera. (Adnkronos)

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