Il PD non arretra sulla legge sui partiti, Grillo evoca la piazza

grillo-tsunami-tourC’è il rischio di un’esplosione di violenza. Roma, 21 mag (di Francesca Chiri) – Beppe Grillo infiamma le piazze del suo “tour” elettorale e tuona contro il tentativo dei partiti di fare fuori il Movimento. ”Se scompariamo noi ci sarà una espansione di violenza” avverte ancora una volta il leader a cinque stelle che si lamenta: ”Stiamo tenendo in piedi la democrazia e ci vorrebbero far sparire con una legge”. L’indice è puntato anche oggi contro il Pd: con la sua proposta di consentire la partecipazione elettorale solo ai partiti che abbiano personalità giuridica le sta ”tentando tutte per metterci fuori gioco”.

Ieri, ricorda, ”hanno fatto una leggina stupenda, fatta da due del Pd, tra cui una signora che è lì da 25 anni con la scorta per andare all’Ikea..”, ironizza Grillo che ha buon gioco a fare la “vittima” designata di un provvedimento molto criticato e che i dem smentiscono di voler ritirare. Una possibilità che sembrava aprirsi dopo un’intervista del capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda. ”Doveva migliorare l’ordinamento, non punire questo o quel partito. Se questa è l’interpretazione, non ho alcun interesse a mantenere il provvedimento” aveva dichiarato il senatore e Grillo aveva esultato: ”il M5S potrà quindi partecipare e vincere le prossime elezioni..”. Così però non è stato: il Pd non ritirerà il disegno di legge (già presentato nella scorsa legislatura) da Anna Finocchiaro e Luigi Zanda anche se, c’è da scommettere, neppure in questa legislatura riuscirà ad essere discusso. Ce n’è abbastanza per far tornare il leader del M5S alla carica e approfittarne anche per una nuova polemica con il Capo dello Stato. ”Su questo non ha detto nulla: però ha trovato le parole per mandare la polizia giudiziaria a 20 ragazzi che si sono permessi di parlare un po’ male di lui” affonda Grillo.

Il Movimento incassa oggi anche il primo indiretto affossamento della proposta di dichiarare l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi: ”nessuno ci ha considerato” grida Grillo che prende atto del rinvio e se la prende con Luciano Violante che si è detto apertamente contrario. ”Certo – commenta Grillo – hanno regalato le tre concessioni Tv a Berlusconi, hanno inciuciato per 20 anni e adesso lo fanno alla luce del sole”. Poco male, pare dire, perchè tanto ”il governo durerà fino a settembre-ottobre, quando la Cassazione dovrà dire sì o no al nano”. A quel punto si voterà. E qui Grillo alza il tiro: ”Abbiamo bisogno di andare al Governo, non ce la facciamo più con il 25%”. Per andare al voto, perà, tocca cambiare il sistema elettorale: questa ”è una delle priorità di questa legislatura. Non serve farne una nuova ma basta tornare al Mattarellum e poi lo si perfeziona” sostiene Grillo. Peccato, osserva il deputato del Pd, Roberto Giachetti, che ”i deputati del M5S non firmano la convocazione straordinaria della Camera” che serve a fare proprio questo: passare subito dal Porcellum al Mattarellum.

Intanto dopo i rimborsi, la polemica nel M5S si occupa ora degli introiti del blog. Il Movimento passa dall’attacco alla difesa e oggi si lamenta: il movimento è ”sotto assedio”, anche a causa di una ”nuova moda mediatica”. E cioe’ quella che i parlamentati pentastellati chiamano la ”caccia ai grillini”. Insomma, è colpa dei media se anche Milena Gabanelli, incoronata dai grillini come la loro candidata alla Presidenza della Repubblica, chiede trasparenza sul giro d’affari del sito del M5S. ”Il sistema dei media è tutto contro di noi” conferma Beppe Grillo che affida al sito la “spiega” sulla situazione contabile del suo blog, campione di contatti ma non di incassi. Tanto che, afferma, nel 2012 è stata inserita la pubblicità perchè rischiava di chiudere. Fino ad allora bilanci erano sempre in rosso e per coprire i buchi interveniva la Casaleggio Associati che ”nel 2011 – scrive lo staff di Grillo – ha chiuso in passivo di 57.800 euro con un fatturato di circa 1.400.000 euro”. Eppure proprio Grillo in un’intervista a La Stampa di qualche giorno fa affermava: ”Col blog siamo in pari, ci costa sui duecentomila euro l’anno, li copriamo con la pubblicità, ci sono tre persone che ci lavorano a tempo pieno”. Ma il sospetto di alcuni è che il fatturato pubblicitario sia molto superiore alla cifra citata da Grillo. Il suo staff però precisa: ”i bilanci di CA sono depositati alla Camera di Commercio di Milano e disponibili a qualunque giornalista interessato ai suoi mirabolanti guadagni”. (ANSA)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.