Il Parlamento UE accusa i governi, vogliono chiudere Schengen

parlamento-strasburgoL’assemblea plenaria a Strasburgo ipotizza il ricorso alla Corte di giustizia. Strasburgo, 12 giu – Durissimo scontro in plenaria a Strasburgo sulla riforma di Schengen. Il Parlamento Ue si è sollevato contro il Consiglio accusandolo di volerlo escludere dai meccanismi di decisione ed è stato ipotizzato il ricorso alla Corte di Giustizia. La presidenza danese del Consiglio, l’istituzione che rappresenta i governi, è stata duramente attaccata dai capigruppo popolari, social-democratici, liberal-democratici, verdi e sinistra per la decisione presa la scorsa settimana nel Consiglio affari interni a Lussemburgo.

A far insorgere il Parlamento, la decisione dei governi di non accettare la proposta della Commissione europea su un meccanismo di valutazione centrale ed europeo delle emergenze di fronte a ondate migratorie per le quali si possono chiudere le frontiere interne. Di fatto, una esclusione dello stesso Parlamento dalla definizione dei motivi per cui i governi possono reintrodurre i controlli operata modificando la base giuridica della discussione, aggirando l’obbligo di codecisione previsto dal Trattato di Lisbona. Il tutto con la crisi migratoria dalla Turchia che la Grecia da anni non riesce a controllare. Il ministro danese Morten Bodskov ha sostenuto che il cambio di base giuridica era ”l’unica possibilità” per trovare un accordo ai governi per rivedere il meccanismo, passo necessario dopo la crisi tra Italia e Francia dello scorso anno. Joseph Daul, capogruppo dei popolari, ha parlato di ”provocazione” e ”fiducia recisa” affermando che ”dal 7 giugno la presidenza danese non esiste più”. Hannes Swoboda (socialisti-democratici) ha denunciato ”uno scandalo inaccettabile” e accusato il Consiglio di ”aver spalancato la porta al populismo di destra”. Ad evocare l’ipotesi di ricorso alla Corte di Giustizia sono stati i capigruppo di liberal-democratici (Alde) e Verdi, Guy Verhofstad e Rebecca Harms. Mentre per Ernst (Sinistra Unita) i governi vogliono annullare la libertà di circolazione garantita da Schengen e così ”riportarci al secolo precedente, rendendoci ridicoli di fronte al mondo”. La stessa Commissaria Cecilia Malmstrom ha ricordato che ”un anno fa ci era stato chiesto di presentare una proposta per un meccanismo europeo” di valutazione dei caso in cui ristabilire i controlli alla frontiere visto che lo scontro tra Italia e Francia aveva dimostrato che il sistema attuale, che lascia ai singoli stati la possibilità di chiudere per motivi di ordine pubblico o sicurezza nazionale, ha ”dimostrato di essere inutile”. Durissimo il ”j’accuse” al Consiglio ripetuto sette volte nell’intervento finale del relatore, il portoghese Carlos Coelho, secondo il quale i governi ”vogliono rimettere le frontiere”, ”rifiutano il meccanismo europeo” e ”vogliono mantenere il sistema esistente” per la valutazione di Schengen. (ANSA)

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