Galli, Lega Nord, l’Esercito? Pieno di zecche e parassiti. Il Cocer: oltraggio alle FFAA

galliRoma, 5 lug – «L’esercito è sempre stato nella storia italiana un simbolo deteriore, luogo di inefficienza, un ente super burocratizzato dello Stato, pieno di zecche e parassiti, di pidocchi, rintanati nelle caserme. Non esente da scandali, compreso il doppio lavoro dei graduati».

Queste le parole pronunciate da Stefano Bruno Galli, consigliere regionale della Lombardia e capogruppo della Lista Maroni, che si è scagliato contro la mozione per dire no alla decisione del ministero della Difesa di trasferire il Reggimento Artiglieria a Cavallo dalla Caserma Santa Barbara alla Caserma di Vercelli.

“Le insensate e gravissime parole pronunciate da Stefano Bruno Galli – si legge in una nota del Cocer Esercito, oltre ad oltraggiare profondamente e gratuitamente il prestigio e l’immagine di tutto il personale con le stellette – ed in particolare degli uomini e delle donne dell’Esercito Italiano – hanno leso la dignità ed il senso dell’onore di tutti i cittadini italiani”. “Ciò in quanto le Forze Armate – e quindi anche l’Esercito – sono da sempre simbolo di coesione nazionale, patrimonio di tutti i cittadini e garanzia di libertà e democrazia per l’intero popolo italiano e per tutte le popolazioni di quei territori ove sono state impegnate allo scopo di riportare pace e sicurezza”, prosegue il Cocer dell’Esercito che “nel farsi portavoce del grande sconcerto e della profonda indignazione di tutto il personale rappresentato, chiede al Ministro della Difesa di porre in essere ogni possibile e decisa azione volta a tutelare il prestigio, l’immagine e l’onore delle Forze Armate, dei suoi appartenenti e conseguentemente di tutti gli Italiani”.

“Non è consuetudine della Difesa rispondere a dichiarazioni insensate quali quelle espresse liberamente e pubblicamente dal Signor Stefano Bruno Galli – si legge in una nota del ministero della Difesa -, se non fosse che queste non sono gravemente lesive soltanto del prestigio dell’Esercito e di tutta la Difesa, ma anche della dignità e del senso dell’onore di tutti i cittadini Italiani che hanno servito la Patria in uniforme, spesso al prezzo della propria vita, per consentire ad altri di poter vivere in libertà e di poter esprimere liberamente le proprie opinioni”.

“Simbolo di coesione nazionale, patrimonio di tutti gli Italiani e garanzia di libertà per i tanti popoli che non hanno potuto e non possono godere delle libertà fondamentali che i soldati tutelano ovunque, e di fronte ad affermazioni di tale gravissima portata, l’Esercito continuerà a rispondere con l’impegno quotidiano e la riconosciuta professionalità che lo vedono operare a favore dei cittadini e delle Istituzioni, per contribuire alla sicurezza delle città, al soccorso delle popolazioni coinvolte nelle catastrofi naturali e al mantenimento della stabilità internazionale”.

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