FRECCE, BRACCIO DI FERRO ROMA-TRIPOLI

frecce-tricoloriRoma, 1 sett. – Le frecce tricolori si esibiranno oggi a Tripoli e la fumata sara’ bianco-rosso-verde. La polemica che sin da ieri si era innescata tra Roma e Tripoli per il 40mo anniversario della Rivoluzione Verde, dopo un estenuante braccio di ferro, sembra aver alla fine trovato la soluzione

: le frecce tricolori chiuderanno lo show aereo cui partecipano velivoli militari e civili italiani, francesi, portoghesi e serbi. A sbloccare l’attesa sono state le parole dell’ambasciatore libico in Italia, Abdulhafed Gaddur: “Le frecce voleranno con il tricolore” ha affermato, aggiungendo che “la manifestazione si svolgera’ come previsto”. In Italia, ha osservato anche l’ambasciatore, “c’e’ gente che vive di polemiche”.
Il primo a battersi per il tricolore era stato il tenente colonnello Massimo Tammaro, capo della pattuglia acrobatica dell’Aeronautica militare. “Non ci alzeremo in volo se i nostri aerei non potranno spendere i colori della nostra bandiera”, aveva spiegato. Le autorita’ libiche avevano chiesto che le Frecce non rilasciassero alcuna scia, dopo aver inutilmente sollecitato l’utilizzo di un fumo verde in omaggio alla rivoluzione di Muammar Gheddafi. Tripoli, aveva detto l’ambasciatore italiano in Libia, Francesco Trupiano, “ritiene che oggi sia la propria Festa nazionale e vorrebbe avere solo il proprio colore, ma la bandiera della pattuglia acrobatica e’ quella. I punti sono chiarissimi e i nostri piloti sono pronti al decollo”.
Da Roma era poi arrivato l’appoggio del governo ai militari italiani: “Frecce con tricolore o non voleranno”, aveva avvertito Silvio Berlusconi. “Le modalita’ dell’esibizione della pattuglia italiana – aveva affermato anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa – sono le stesse costantemente rispettate in tutti i Paesi del mondo dove le Frecce si sono esibite”.Gheddafi intanto ha continuato la sua operazione di accreditamento morale e politico presso l’Occidente. La Libia potrebbe risarcire le famiglie delle vittime dei terroristi nordirlandesi dell’Ira, a titolo di compensazione per il ruolo avuto nel passato da Tripoli nel sostegno e nella fornitura di armi per gli attentati. Lo riferisce il britannico Independent citando fonti vicine al colonnello Muammar Gheddafi, secondo cui -dopo il rilascio di Abdelbaset Ali Mohmet al-Megrahi, l’autore dell’attentato di Lockerbie- il governo libico tratta con Londra. Sul tavolo di un negoziato mai ufficialmente aperto c’e’ anche la consegna dell’assassino di Yvonne Fletcher, poliziotta venticinquenne che nel 1984 fu uccisa dal proiettile di un cecchino mentre teneva d’occhio una manifestazione fuori dall’ambasciata libica a Londra. I libici ne organizzarono il rimpatrio in tutta fretta e segretezza. Tripoli ha collegato questa vicenda con la richiesta di “informazioni” su un presunto complotto britannico messo in piedi nel 1996 per uccidere Gheddafi.

Intanto in Italia prosegue la polemica: “Un governo serio non lascia ai propri militari il compito di sbrigare le questioni diplomatiche: e’ una vergogna che le Frecce Tricolori si siano trovate sole in terra straniera a dover contrattare le modalita’ di una esibizione”. E’ quanto dice il deputato dell’Udc, Roberto Rao.
“Il ‘suk arabo’ con cui il nostro presidente del Consiglio gestisce i rapporti con la Libia e con il suo leader dittatore- osserva- determinano ogni giorno gravi conseguenze, ultima la presenza italiana a una manifestazione piena di discutibili personaggi, tra cui il capo riconosciuto dei pirati somali”.
Rao conclude: “Come sempre rinnoviamo la piena solidarieta’ e vicinanza alle Frecce Tricolori, eccellenza della nostra aeronautica militare, per la serieta’ e la correttezza che le porta, in ogni caso, a rispettare gli ordini che in via gerarchica vengono loro impartiti”.

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