F-35: riparte il fronte del NO. Rilevati nuovi problemi

f-35Roma, 11 mag – Paolo Bernini, deputato M5S, membro della commissione difesa della Camera, “sta raccogliendo le firme per una mozione condivisa con Sel e Pd per il programma di ritiro degli F35. La presenteremo a breve – dice a Radio 24 – abbiamo organizzato il gruppo interparlamentare per la pace”.  L’impegno, quindi, è sulla mozione sugli F35: ma il recesso dall’acquisto non è un’altra mazzata alle imprese italiane? “Faremo un piano per cambiare l’assetto della produzione – ha risposto – c’è anche l’aviazione civile”. Mentre sulla parata del 2 giugno, ha spiegato: “Il 2 giugno deve cambiare il metodo di festeggiamento. Perchè dobbiamo fare la parata militare il 2 giugno che è la festa della Repubblica? Le forze armate la loro festa ce l’hanno già, è il 4 novembre, quindi…” E sul ritiro dell’Afghanistan? “Ritiro, la gente lo sa che stiamo continuando a bombardare? Sugli obiettivi che loro definiscono talebani”. E sul caso Marò, ha aggiunto: “E’ stata gestita male dall’armatore. Non è possibile che siano ritornati indietro, i fucili che hanno sparato non erano quelli dei marò, storia nebulosa e strana soprattutto per gli interessi di Finmeccanica, bisogna indagare”.

Anche per Antonio Di Pietro “gli F35 sono difettosi oltre che inutili: noi di Idv votammo contro acquisto, il Parlamento blocchi immediatamente questo spreco”. Lo ha scritto sul suo profilo twitter.

Pd: Sugli F35 decide il Parlamento

“Le valutazioni sull’affidabilità dei caccia F35 e sulla loro effettiva utilità, esposte di nuovo oggi dal leader di Sel, Nichi Vendola, sono alla base delle scelte politiche assunte dal Pd nella passata legislatura. La nostra posizione ha portato alla approvazione della riforma dello strumento militare che sottrae al governo la decisione in merito all’acquisto di armi, oggi di esclusiva competenza del Parlamento. La questione dunque ci è ben presente in tutti i suoi particolari e ritengo che il parlamento assumerà le decisioni conseguenti”. Lo ha affermato Gianpiero Scanu, capogruppo Pd nella Commissione Difesa di Montecitorio.

Vendola, Letta dica no ad all’acquisto degli F-35

“Suggerisco sommessamente l’utilizzo di un salvadanaio dove ci sono soldi buoni e facili che potrebbero essere impiegati più utilmente per altre scelte: quelli destinati agli F-35”. Lo ha detto il presidente di Sel, Nichi Vendola, conversando con i giornalisti di Montecitorio. “Nella stampa internazionale e nelle riviste specializzate – ha proseguito – gli F-35 vengono considerati un oggetto scabroso. Sono aerei pericolosi e il fatto che l’Italia non solo non intenda liberarsi di questo acquisto ma che intenda caricarli di testate nucleari, è il segno di uno sbandamento morale e culturale. Al governo Letta dico che, abrogare il piano di acquisto degli F-35, sarebbe un bellissimo biglietto da visita per il governo, impiegando le stesse risorse su capitoli di spesa molto più significativi”.

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Esperti inglesi: gli F-35 hanno problemi con il clima caldo e umido. Rilevate difficoltà in atterraggio sulle portaerei

Intanto un rapporto britannico rivela nuovi presunti problemi per i caccia F-35. Secondo il National Audit Office, l’organismo che controlla le spese del governo di sua maestà, gli aerei avrebbero serie difficoltà ad atterrare sulle portaerei coi climi caldi e umidi. Nel rapporto si legge che gli F-35, nella versione “Stovl” (Short Take Off and Vertical Landing), ”non riescono ad atterrare sulle portaerei verticalmente con climi caldi, umidi e condizioni di bassa pressione se non eliminano grandi carichi”. Il ministero della Difesa britannico ha ordinato una prima tranche di 48 Joint Strike Fighter, che verranno imbarcati sulle portaerei di nuova generazione. Il governo ha assicurato che questi problemi verranno risolti prima del 2020, quando sarà pronta la nuova ammiraglia della Royal Navy.

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