Elezioni amministrative 2012: le innocenti bugie dell’Esercito

militari-parata1Roma, 4 mag – Ci risiamo, non appena si approssimano delle competizioni politiche spuntano come funghi circolari, dispacci e telex che impartiscono disposizioni sul corretto esercizio dei diritti politici da parte dei militari.

Peccato che quasi tutti questi documenti, data la delicatezza della materia trattata, fanno scarso uso della chiarezza e della correttezza formale che la circostanza richiederebbe.

Oggi trattiamo il caso di una pdf circolare datata 3 maggio 2012 (ieri quindi) dello Stato maggiore dell’Esercito – I Reparto Affari Giuridici ed Economici del Personale che ha per oggetto “Disposizioni per il corretto esercizio (sic!) dei diritti politici (elettorato passivo)da parte dei militari. Licenza straordinaria per la campagna elettorale. Licenze permessi e aspettative per l’esercizio del mandato dei militari in servizio permanente eletti a cariche pubbliche“.

Nella predetta circolare si afferma candidamente (comma 2) “ai militari è vietato partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni e organizzazioni politiche,nonché svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati a elezioni politiche e amministrative (articolo 1350 e 1483 del COM);

La frase sopra riportata è errata o, meglio, incompleta. Ma si tratta di una omissione grande quanto una casa!

Gli articoli 1350 e 1483 del Codice dell’Ordinamento Militare, citati dalla circolare, sono stati modificati dal Decreto Legislativo 24 febbraio 2012, n. 20, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale Serie Generale n. 60 del 12 marzo 2012, cioè quasi due mesi prima della circolare di cui trattasi e appare davvero sorprendente che i burocrati in divisa abbiano omesso le modifiche sostanziali apportate. Eccole.

L’articolo 1483 (Esercizio delle libertà in ambito politico), modificato dal predetto D.Lgv. 20/2012, al comma due recita:

2. Ai militari che  si  trovino  nelle  condizioni  di  cui  al  comma  2 dell’articolo 1350, è fatto divieto di partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni, anche sindacali, e organizzazioni politiche, nonchè di svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati a elezioni politiche e amministrative.

Quali sono dunque le condizioni necessarie richiamate dal precedente articolo affinchè operi il divieto per i militari?

Articolo 1350 comma 2

a) svolgono attività di servizio;

b) sono in luoghi militari o comunque destinati al servizio;

c) indossano l’uniforme;

d) si qualificano, in relazione ai compiti di servizio, come militari o si rivolgono ad altri militari in divisa o che si qualificano come tali.

Ecco dunque svelata l’enorme omissione. L’estensore della circolare si è “dimenticato” di precisare che il divieto non opera tout court ma solamente in determinate (e precise) condizioni.

Quindi, il comma 2 della circolare dello Stato maggiore dell’Esercito avrebbe dovuto essere più correttamente scritto così: “ai militari che  si  trovino  nelle  condizioni  di  cui  al  comma  2 dell’articolo 1350 è vietato partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni e organizzazioni politiche, nonché svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati a elezioni politiche e amministrative (articolo 1350 e 1483 del COM);” oppure, ancora meglio e più chiaro “i militari che NON si  trovino  nelle  condizioni  di  cui  al  comma  2 dell’articolo 1350 possono liberamente partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni e organizzazioni politiche, nonché svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati a elezioni politiche e amministrative (articolo 1350 e 1483 del COM);“.

Probabilmente però i vertici della Difesa (con la complicità di qualche compiacente sito web amatoriale che strizza l’occhio alle gerarchie) non amano la possibilità che i militari si affranchino dalla cappa di paternalismo autoritario loro imposta, non gradiscono che siano pienamente edotti sui loro diritti-doveri di cittadini. Insomma, per queste persone incapaci di conformarsi alle regole democratiche, tutto ciò appare ancora come fumo negli occhi.

Noi di GrNet.it continueremo a vigilare attentamente ed informare correttamente.

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