Diritti politici: a processo il militare che difese il carabiniere Lanzo nel procedimento disciplinare

guido-lanzo1Roma, 26 mar – Torna a far parlare il caso del carabiniere Scelto Guido Lanzo, a suo tempo sanzionato con cinque giorni di consegna di rigore per aver esercitato i diritti politici assumendo la carica di coordinatore regionale del Partito Popolare Sicurezza e Difesa (PPSD). Come è noto, con sentenza del 23 novembre 2011, n. 409, il TAR dell’Umbria dichiarò poi illegittima la sanzione e l’annullò, condannando l’Amministrazione a pagare le spese di giudizio.

Il maresciallo della Marina militare A.D., l’11 ottobre 2010, aveva partecipato al procedimento disciplinare a carico del carabiniere scelto Lanzo, in qualità di militare difensore e la seduta della Commissione di disciplina era stata caratterizzata da forti tensioni. Infatti, appena rientrato in sede, il sottufficiale aveva presentato un esposto alla magistratura, tuttora al vaglio della procura della repubblica di Perugia.

Il maresciallo ha appreso da pochi giorni di essere, a sua volta,  indagato dalla Procura militare di Roma per aver stigmatizzato – nell’esercizio delle funzioni di difensore militare – il mancato riconoscimento nei confronti del carabiniere dei diritti statuiti negli artt. 49 e 98 della Costituzione.

Il militare, assistito dagli avvocati Giorgio Carta e Francesco Desideri, è ora accusato di “insubordinazione con minaccia aggravata” (artt. 189, comma 1 ed 47, comma 2 del c.p.m.p.) e rischia la reclusione fino a tre anni per aver prospettato “un ingiusto danno (…) dichiarando (…) che il comportamento del Car. Sc. Lanzo (…) non ha commesso alcuna infrazione disciplinare ma ritengo che l’abbia commessa chi ha scritto il rapporto (…) sicuramente adirò la Magistratura perché così si impedisce di esercitare i diritti costituzionali“.

GrNet.it continuerà a tenervi informati sulla vicenda.

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