Difesa, Senato: oggi in Commissione si discute su libertà di espressione da parte dei militari

commissione_difesaRoma, 17 nov – Oggi in commissione Difesa, convocata in seduta plenaria, si discute l’interrogazione n. 3-01697 presentata dai senatori Scanu, Pegorer e Amati, sulla libertà di espressione del pensiero da parte dei militari. Di seguito il testo dell’interrogazione:

SCANU , PEGORER , AMATI – Al Ministro della difesa. –

Premesso che:

l’art. 9, comma 1, della legge n. 382 del 21 luglio 1978, recante “Norme di principio sulla disciplina militare”, stabiliva che: ” I militari possono liberamente pubblicare i loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare o di servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione”;

con tale norma veniva garantito il diritto dei militari alla libertà di espressione, salvaguardando, per il tramite dell’autorizzazione, anche l’interesse militare a proteggere argomenti a carattere riservato;

il Consiglio di Stato ha successivamente specificato le condizioni di applicazione della norma, chiarendo che la trattazione di argomenti per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione sono esclusivamente quelli a carattere riservato, nel senso che essa non può ricomprendere tutti i fatti o le circostanze inerenti al servizio;

con il nuovo codice dell’ordinamento militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010, entrato in vigore il 6 ottobre 2010, l’articolo 9 della legge n. 392 del 1978, rubricato nell’articolo 1472 è stato così modificato: “I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare, di servizio o collegati al servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione”;

la nuova formulazione interviene in maniera restrittiva su di un diritto costituzionalmente protetto quale quello di espressione, modificandone sensibilmente l’ambito; inoltre con ciò si attua un intervento da considerare al di fuori della delega concessa ai fini della semplificazione o al riassetto della materia,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, per quanto di propria competenza, intenda attivarsi al fine di assumere le necessarie iniziative normative per correggere quella che agli interroganti appare un’evidente forzatura introdotta con la nuova formulazione dell’art. 9, comma 1, della legge n. 382 del 1978, di cui all’art. 1472 del decreto legislativo n. 66 del 2010.

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