Difesa: alla Camera muro delle opposizioni contro i tagli alle Forze armate

Camera-dei-Deputati2PD, IDV, UDC e Gruppo misto chiedono a La Russa di rispondere in aula. Roma, 6 lug – Ridefinire il modello di Difesa, chiarire per bocca del ministro La Russa quale sia la linea del governo ma, soprattutto, preservare il settore da tagli “che potrebbero avere effetti devastanti” e allontanare le Forze armate dagli “standard” internazionali assicurati sino ad ora. Le opposizioni, alla Camera, marciano unite in difesa dei militari italiani. A Montecitorio ha preso il via la discussione generale sulle mozioni sulle risorse destinate al settore Difesa (Pd, Udc, Idv e anche gruppo Misto e Pdl) per le quali si procede in maniera congiunta. E’ stato il Pd, con Antonio Rugghia, a illustrare per primo il proprio documento che porta come prima firma quella del capogruppo Dario Franceschini. L’esponente dei democratici ha sottolineato l’esigenza di “portare in aula la discussione sul modello di Difesa prima che quest’ultimo venga del tutto stravolto per effetto di decisioni sbagliate e irreparabili come quelle che vengono annunciate attraverso la manovra correttiva dei conti pubblici all’esame del Senato, dove si prevedono, per il comparto, altri 700 milioni in meno per il prossimo triennio”. Rugghia ha ricordato il miliardo e mezzo di tagli nel triennio 2008-2010: “Con questa manovra per la funzione Difesa si recita lo stesso copione -ha spiegato-, e ogni volta che il governo di centrodestra torna a governare mette in scena la stessa rappresentazione: tagli”. Rugghia ha puntato il dito su maggioranza e governo: “Questo vostro modo di procedere non comporta risparmi nè permetterà di recuperare mezzi finanziari da destinare magari ad altre priorità”.

Rao, basta con slogan e spot tipo la mini naja. Per l’esponente del Pd, “semplicemente continuando in questo modo vi state assumendo la responsabilità di causare un’immensa distruzione di risorse che avrebbe conseguenze drammatiche per la nostra economia, per i livelli occupazionali e per il prestigio internazionale del nostro Paese”. Per l’Udc è stato Roberto Rao a illustrare la mozione dei centristi, primo firmatario Pier Ferdinando Casini. Nella consapevolezza “della necessità di certe razionalizzazioni”, Rao ha chiarito: “Bisogna intendersi chiaramente su quello che deve e debba essere lo strumento Forze armate nel nostro Paese. Si deve dire chiaramente che questo è un Paese conscio del proprio ruolo internazionale, delle proprie esigenze interne e che su questo strumento non si può giocare al ‘tanto peggio, tanto meglio’. Quindi non possono bastare gli slogan, spot come come quello, ad esempio, della mini-naja”. L’esponente centrista ha aggiunto: “Chiediamo di predisporre un piano di investimenti nel settore del Difesa selettivo e funzionale alle esigenze prioritarie delle nostre Forze armate, privilegiando i programmi di reclutamento e di addestramento del personale in linea, come dicevo prima, con gli standard europei degli altri partner”. Molto critico con il governo è stato l’Idv, che ha preso la parola con Augusto Di Stanislao”. Sollecitiamo il governo e la maggioranza a prendersi qualche responsabilità, rinunciando a qualche slogan”, ha premesso.

Misiti, basta frottole da questo ministro. Di Stanislao ha spiegato: “Oggi, di fronte alla ristrettezza dei conti pubblici e ad una situazione economica mondiale che non consente più a nessuno di mentire sui conti e che impone, finalmente, il valore delle scelte, evidentemente vi è ancora qualcuno che si sottrae, e questo qualcuno è il ministro La Russa”. ”Non vogliamo più frottole da questo ministro, vogliamo cose concrete e soprattutto che ci dica come intende comportarsi con riferimento alle disponibilità economiche da mettere in campo e che attualmente sono, potremmo dire, disperse”, ha spiegato. Per il Misto, infine, è intervenuto Aurelio Misiti, parlando di “una manovra un pò atipica, nel senso che i tagli previsti tendono, in qualche maniera, a ridurre le spese in quasi tutti i settori in modo lineare”. Secondo Misiti, il taglio alle spese deve invece essere “selettivo”. “Invece di tagliare il 10 per cento di tutte le spese, occorre tagliare molto laddove ci sono spese che non hanno questa finalizzazione -ha spiegato-; invece per quanto riguarda gli investimenti che migliorano l’addestramento, le attrezzature, i sistemi è necessario non tagliare, anzi mantenere o aumentare le risorse”.

Cocer Aeronautica, manovra iniqua con il personale in uniforme. Il personale del comparto Difesa e Sicurezza ”contribuisce allo stato attuale in maniera insopportabile alla manovra”, che attua ”feroci tagli ai soli dipendenti pubblici, con un particolare e mirato accanimento su quelli del comparto”. Lo afferma in una nota il Cocer dell’Aeronautica militare, annunciando che parteciperà ”compatto e convinto” alla conferenza stampa in programma per oggi, a Roma, del Cocer interforze. L’organismo di rappresentanza dell’Aeronautica, rinnova (”sperando che sia l’ultimo”) ”l’invito all’Esecutivo a rammentare che appena tre mesi fa è stata approvata una norma sulla cosiddetta specificità dei lavoratori del comparto Difesa e Sicurezza in virtù di un carico di impegni, rischi, disagi e vincoli che non hanno uguali in altri comparti lavorativi”. ”Qualora però l’Esecutivo – conclude il Cocer – persistesse nel non volere riconoscere l’iniquità e l’assoluta ingenerosità della manovra nei confronti del personale in uniforme, si riterrà libero di tutelare, in tutte le sedi e con tutte le forme consentite e ritenute idonee, il proprio personale”. ico_commenti Commenta

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