Di Pietro: si faccia chiarezza sui vaccini per i militari

camera_dei_deputatiL’articolo di GrNet.it da’ spunto ad una interrogazione parlamentare. Roma, 4 apr – “Assicurare l’effettiva innocuità dei vaccini imposti al personale militare, salvaguardando il diritto costituzionalmente garantito di rifiutare un trattamento sanitario che non e’ imposto per legge e che è sospettato di nuocere gravemente alla salute”. E’ quanto chiedono in un’interrogazione rivolta al ministro della salute, Renato Balduzzi, il presidente dell’Idv, Antonio Di Pietro, e il vicepresidente del gruppo Idv alla Camera, Antonio Borghesi. “Gli obblighi vaccinali dei militari – spiegano i due esponenti dell’IdV – sono stabiliti da decreti ministeriali, quindi non vincolanti per legge e per ciò stesso è legittimo rifiutarli. Nel caso specifico parliamo del decreto del ministro della Difesa 31 marzo 2003”. Come sottolineano Di Pietro e Borghesi nella loro interrogazione: “la stessa Direzione generale della sanità militare del ministero della Difesa ha bandito un concorso per il reperimento di un progetto di ricerca sulla sicurezza, immunogenicità ed efficacia delle vaccinazioni anti-infettive, il che attesta i dubbi nutriti dalla stessa amministrazione riguardo l’innocuità dei cicli vaccinali imposti ai militari”. I due parlamentari fanno quindi riferimento ad alcuni dati: “la Commissione parlamentare d’inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno, ha accertato che l’85% dei militari che hanno contratto gravi malattie non è mai uscito dai confini nazionali per partecipare alle missioni di pace”.

Inoltre, proseguono gli esponenti dell’Idv, “ai militari da sottoporre a vaccinazione viene fatta sottoscrivere una previa dichiarazione di consenso informato. In particolare, viene imposta la sottoscrizione di una scheda anamnestico-informativa con la quale il militare dichiara di essere stato adeguatamente informato in merito alle pratiche vaccino profilattiche programmate”. Di Pietro e Borghesi riportano poi il caso di un sottufficiale dell’Aeronautica pubblicato dal portale web di informazione www.grnet.it. “Il militare – scrivono – è attualmente sottoposto a un procedimento disciplinare di rigore e a uno penale presso il Tribunale militare di Roma, esclusivamente per aver negato il consenso alla sottoscrizione della scheda anamnestico-informativa finalizzata alla sottoposizione a un ciclo di vaccinazioni imposte dai superiori. Solo per aver esercitato tale diritto, quindi, un cittadino in uniforme, con un eccellente curriculum e padre di famiglia, rischia ora un anno di carcere per il reato militare di insubordinazione aggravata e continuata”. (Adnkronos)

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