DDL SICUREZZA: OGGI SENATO VOTA FIDUCIA, DOMANI OK DEFINITIVO

INTERCETTAZIONI:ANM,SE PASSA DDL TEMPI OSCURI PER LA VERITA’. Roma, 1 lug – È atteso per la giornata di domani il voto finale sul ddl sicurezza da parte dell’Aula del Senato, dopo che questa mattina il governo ha posto la fiducia sul provvedimento. Piu’ precisamente la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha stabilito che oggi ci saranno tre voti di fiducia: uno per ogni articolo del ddl nel testo gia’ approvato dalla Camera “perche’ il testo e’ arrivato cosi’ articolato dalla Camera – ha spiegato il presidente dei Senatori Pdl Maurizio Gasparri – dove vi sono stati tre voti di fiducia sui tre articoli del maxiemendamento che hanno accorpato per analogia di materia le norme che riguardano la sicurezza”. In base a quanto stabilito dai capigruppo, il primo voto di fiducia e’ atteso nella pomeriggio di oggi. A seguire la seconda chiama per il secondo voto di fiducia. Domani mattina alle 9,30 ci saro’ la chiama per il terzo voto di fiducia sul terzo articolo e – dalle 12 alle 13 – le dichiarazioni di voto ed il voto finale sul provvedimento. Il Ddl sicurezza prevede, fra le altre cose, le ronde, il rafforzamento del 41bis; il prolungamento dei tempi di permanenza dei clandestini nei centri di trattenimento, il reato di immigrazione clandestina; velocizza le procedure di espulsione; rende piu’ severe le norme per la vigilanza nelle citta’ e per il contrasto alla criminalita’ comune ed organizzata.

“È uno dei capisaldi dell’azione del centrodestra – ha spiegato Gasparri -. È stato varato, fin dalla sua prima stesura, all’inizio dell’attivita’ di governo, un anno fa”. “Dopo un anno di discussione la fiducia – osserva ancora Gasparri – sottolinea, con il pieno consenso della maggioranza, la priorita’ di un ddl a lungo discusso e preceduto da altri provvedimenti in materia di sicurezza”. L’opposizione contesta la scelta del voto di fiducia segno, dicono, della paura di affrontare la prova del voto segreto. “La maggioranza e il governo pongono la questione della fiducia sul ddl sicurezza perche’ non hanno fiducia che tutti votino allo stesso modo. Al proprio interno, infatti, il centrodestra su questo testo e’ profondamente diviso”, afferma il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, che definisce il ddl uno “dei provvedimenti piu’ orribili, inutili e dannosi che siano stati concepiti in materia di sicurezza”.

Con le nuove norme introdotte dal ddl intercettazioni telefoniche ”ci saranno tempi oscuri per chi vorra’ accertare la verita’, abbiamo per questo il dovere di non tacere”. L’Associazione nazionale magistrati continua la sua battaglia contro il disegno di legge in discussione al Senato e oggi ha ribadito preoccupazioni e difficolta’ in un convegno a Roma al quale hanno partecipato il presidente della Fnsi, Roberto Natale, giornalisti, magistrati e giuristi. ”Il fulcro del problema – ha detto il presidente della Anm, Luca Panamara – e’ tutelare la riservatezza delle persone, non quello di limitare un fondamentale strumento investigativo qual e’ l’uso delle intercettazioni”. Alla domanda di un giornalista su eventuali errori nell’operato dei magistrati, Palamara ha risposto: ”Se e’ vero che ci sono stati aspetti sui quali bisogna riflettere, non per questo si puo’ di fatto privare completamente l’autorita’ inquirente di investigare e la stampa di informare. Serve, per questo, ancora parlare e dibattere nel rispetto assoluto dell’autonomia del Parlamento”. Di ”grave danno per la sicurezza dei cittadini e di un grave limite al diritto di informazione” parla il segretario della Anm, Giuseppe Cascini, che ha sottolineato come ”la politica debba ascoltare il punto di vista di operatori ed esperti di settore come giornalisti, magistrati e avvocati: tutti insieme sostengono che questa legge e’ sbagliata e che fara’ danni alla sicurezza dei cittadini e all’informazione”.

”E’ di questi giorni – ricorda il segretario nazionale della Anfp – la grave minaccia mafiosa attribuibile al clan degli Agate, fedeli alleati del capo mafia Messina Denaro, fatta nei confronti del Capo della Squadra Mobile di Trapani Dott. Giuseppe Linares. Sull’autostrada Palermo-Mazara del Vallo all’altezza di uno svincolo e’ stato scritto: ‘piu’ Capaci meno Linares’ (il riferimento all’attentato del giudice Falcone e’ chiarissimo). L’avvertimento – prosegue – e’ giunto puntuale dopo che la Squadra Mobile di Trapani con la Guardia di Finanza hanno messo i sigilli alla ‘Calcestruzzi Mazara S.p.A.’ controllata dalla cosca degli Agate”. ”Le nuove norme – evidenzia ancora Letizia – in modo assurdo, prevederebbero che si possa intercettare il solo telefono del Capo della Mobile di Trapani e non quello dei mafiosi. Noi faremo quanto la legge e la costituzione ci consente per evitare un provvedimento che mina nelle fondamenta la sicurezza civile di questo Paese. Ed, infine – conclude – chiediamo a chi si candidera’ alla guida della Nazione in alternativa a questa maggioranza se, dovesse essere approvato l’attuale DDL sulle intercettazioni, scrivera’ con chiarezza nel suo programma un provvedimento legislativo composto da un solo articolo: la legge n … del … sulle intercettazioni e’ abrogata”.

FUNZIONARI POLIZIA, DDL MINA LE FONDAMENTA DELLA SICUREZZA DEL PAESE
”Le intercettazioni costituiscono uno strumento indispensabile per accertare le responsabilita’ penali di un soggetto sospettato di aver commesso un reato. Le limitazioni che ora si vogliono introdurre sulle intercettazioni non trovano alcuna giustificazione ne’ nell’uso distorto della liberta’ di informazione ne’ nei costi delle stesse”. E’ quanto afferma il segretario nazionale dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, Enzo Marco Letizia, secondo il quale ”la prima questione potrebbe essere risolta con un articolato sistema sanzionatorio a carico di chi diffonde arbitrariamente il contenuto delle conversazioni”. ”La seconda invece – evidenzia – puo’ essere affrontata come in Catalogna dove tutti concorrono con i propri mezzi alla sicurezza della regione per cui nulla e’ dovuto ai gestori telefonici, grazie anche alle avanzate tecnologie di digitalizzazzione analogica. Correremo il rischio di fare un salto nel passato, a meno che non si sia gia’ messo in conto di accettare nuovi casi simili al decesso di Salvatore Marino sarebbe un’autentica barbaria da cui da tempo ne siamo usciti”. ”Il DDL sulle intercettazioni – sottolinea ancora Letizia – se non cambia ci fara’ assistere a vari paradossi: per un omicidio non sara’ possibile usare le microspie per i sospettati dell’assassinio; per un’associazione criminale dedita a compiere rapine al 60° giorno le intercettazioni dovranno essere interrotte nonche’ la cimice stando alla lettera della legge, andrebbe installata solo presso la banca o nel furgone portavalori che sara’ oggetto del grave crimine; ne’ sara’ consentito di intercettare oltre i 60 giorni i responsabili dei reati spia della presenza di associazioni di stampo mafioso, come le estorsioni, l’usura e lo spaccio di sostanze stupefacenti”.

”E’ di questi giorni – ricorda il segretario nazionale della Anfp – la grave minaccia mafiosa attribuibile al clan degli Agate, fedeli alleati del capo mafia Messina Denaro, fatta nei confronti del Capo della Squadra Mobile di Trapani Dott. Giuseppe Linares. Sull’autostrada Palermo-Mazara del Vallo all’altezza di uno svincolo e’ stato scritto: ‘piu’ Capaci meno Linares’ (il riferimento all’attentato del giudice Falcone e’ chiarissimo). L’avvertimento – prosegue – e’ giunto puntuale dopo che la Squadra Mobile di Trapani con la Guardia di Finanza hanno messo i sigilli alla ‘Calcestruzzi Mazara S.p.A.’ controllata dalla cosca degli Agate”. ”Le nuove norme – evidenzia ancora Letizia – in modo assurdo, prevederebbero che si possa intercettare il solo telefono del Capo della Mobile di Trapani e non quello dei mafiosi. Noi faremo quanto la legge e la costituzione ci consente per evitare un provvedimento che mina nelle fondamenta la sicurezza civile di questo Paese. Ed, infine – conclude – chiediamo a chi si candidera’ alla guida della Nazione in alternativa a questa maggioranza se, dovesse essere approvato l’attuale DDL sulle intercettazioni, scrivera’ con chiarezza nel suo programma un provvedimento legislativo composto da un solo articolo: la legge n … del … sulle intercettazioni e’ abrogata”.

Cgil: Ddl discriminatorio e razzista

“Si conferma il carattere vessatorio, discriminatorio e razzista, come l’istituzione del reato di clandestinita’, che segna una preoccupante involuzione della nostra civilta’ giuridica”. Alla luce della decisione di porre il voto di fiducia sul ddl sicurezza al Senato, il responsabile dell’ufficio immigrazione della Cgil nazionale, Pietro Soldini, ribadisce le critiche dell’organizzazione sindacale al provvedimento in esame. Soldini ricorda come “in questi mesi ci siano state forti contestazioni sul ddl da parte del sindacato, delle associazioni e di molte categorie professionali, pesantemente coinvolte: medici, insegnanti, forze dell’ordine, magistrati e giudici di pace, oltre che da parte dell’opposizione in Parlamento ed anche importanti distinguo da parte di deputati della maggioranza, fino ad arrivare ad un pronunciamento del Csm che mette in rilievo diversi profili d’incostituzionalita’ di queste norme. Critiche che pero’ – rileva – non hanno trovato ascolto, salvo che per alcuni punti del testo riguardanti la segnalazione dei medici, degli insegnanti e dello stato civile, le cui modifiche approvate alla Camera, non fugano dubbi e contrasti normativi”. Le norme del disegno di legge “mantengono il loro carattere vessatorio, discriminatorio e razzista. Contrastano con principi della Costituzione, con la Carta dei Diritti Umani e con fondamentali convenzioni internazionali dell’Onu (Convenzione di Ginevra) e dell’Oil (Convenzione n. 143 sui diritti del lavoratore, della parita’ di trattamento fra immigrati e nativi)”.

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