Battisti, La Russa al Brasile: ci saranno conseguenze

larussa-csRoma, 30 dic – «Nessuno pensi che il “no”all’estradizione di Cesare Battisti sia senza conseguenze. Io lo riterrei una grande ferita nei rapporti bilaterali». E’ un altolà quello che il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, lancia al governo brasiliano dalle colonne del Corriere della Sera. Un monito, l’ultimo possibile prima della decisione data già per scontata dalla stampa brasiliana, che contiene una parola chiave: “Boicottaggio”.

Ministro La Russa, le risulta che il presidente Lula abbia già deciso che non estraderà Battisti?

«Io non ci posso e non ci voglio credere. Ho parlato con l’ambasciatore e mi ha detto che ufficialmente non abbiamo nessun segnale a riguardo. Ed è vero che in passato le voci si sono rivelate infondate».

Le indiscrezioni però sono consistenti.

«Proprio per questo sono molto allarmato. Finora, per precauzione, ero stato zitto, confidando in una valutazione serena. Ma quel silenzio non era un assenso. Da parte di Lula sarebbe un atto di grande mancanza di coraggio. Perchè lui se ne va, ma il Brasile resta».

E se Battisti non sarà estradato il governo italiano cosa farà?

«Nessuno può illudersi che una simile decisione sia priva di conseguenze. L’azione diplomatica non compete a me. Però porrò la questione al governo. E almeno altri quattro ministri hanno la stessa intenzione: a partire da Giorgia Meloni, ministro della Gioventù e presidente della Giovane Italia. Per quanto mi riguarda poi sono pronto a prendere altre iniziative».

Ad esempio?

«Smetterò di fare il pompiere come ho fatto finora con quei parlamentari, molti mi stanno chiamando in queste ore anche non del Pdl, che intendono scendere in piazza rispondendo all’appello di Alberto Torregiani a cui Battisti ha ucciso il padre. E appoggiare iniziative che arrivano al boicottaggio».

Boicottaggio di prodotti?

«Non so, ma sconsiglierei a chiunque di andare in un Paese dove gli assassini sono lasciati in libertà. E molti non comprerebbero più i loro prodotti. Per altro la questione Battisti sta coinvolgendo anche ambienti dell’opposizione che, fosse solo per criticare il governo Berlusconi, sono pronti a mobilitarsi».

L’Italia dei Valori chiede di bocciare la ratifica dell’accordo con il Brasile sulla cooperazione in materia di difesa militare, in votazione l’ 11 gennaio. Lo farete?

«Per quello è tardi. Il governo ha già fatto quello che doveva fare, il resto compete al Parlamento. Ma terrei le due cose distinte. Certamente però, come minimo, richiamerò i tre ufficiali che sono impegnati nel progetto di cooperazione relativo all’Amx, il bombardiere senza bombe. E chiederò loro se se la sentono di restare in un Paese dove in autobus potresti ritrovarti di fronte un assassino».

Non ha mai parlato con Lula di Battisti?

«Personalmente no. Ma l’ho incontrato insieme al presidente del Consiglio ed è nata una grande amicizia che ha scavalcato le diversità di vedute politiche. Per questo continuo a sperare che non sia vero. Capisco che potrebbe avere obblighi di natura politica, ma questo non lo giustificherebbe».

Le indiscrezioni parlano di una nuova motivazione per la non estradizione in Italia, quella di preservare l’integrità fisica di Battisti.

«Se così fosse sarebbe peggio della prima che accusava la giustizia italiana. La pillola indorata è sempre peggiore di quella che almeno ha il pregio della verità. Ma io nemmeno la leggerò la motivazione».

Perchè?

«Ho ascoltato il figlio di Torregiani. Lui ha portato su di sè e porterà per sempre i segni di un crimine che non era politico. Penso alla sofferenza dei parenti di chi è stato assassinato. Battisti non si è neanche pentito. Un simile criminale non può essere lasciato in libertà». (Il Velino)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.