Afghanistan: Di Stanislao (IDV), nei numeri il segno del fallimento

distanislao1L’Aquila, 18 ago – ”I frequenti attacchi di questi giorni in Afghanistan sono la conseguenza del fallimento della missione e degli scarsi risultati ottenuti”. Ne è convinto il capogruppo IdV in Commissione Difesa della Camera, Augusto Di Stanislao , motivando: ”L’escalation della violenza e degli attentati rischia di rendere la situazione incontrollabile; ancora morti civili e militari e nessun sussulto da chi, come l’Italia, è in prima linea da dieci anni”.

”Meno della metà della popolazione afghana – denuncia Di Stanislao – non ha accesso all’acqua potabile e solo il 37% usa servizi igienici adeguati, con implicazioni gravi per la salute, soprattutto dei bambini. Circa il 73% della popolazione si affida sulle strutture improvvisate e inadeguate per la fornitura di acqua, mentre le fonti stanno diventando sempre più inquinate e sovrautilizzate in città come Kabul”. E ancora.

”Circa il 70% della popolazione urbana vive in insediamenti illegali, mentre il 95% non ha accesso a servizi igienici. Ogni giorno in Afghanistan circa 50 donne muoiono di parto; una donna su tre subisce violenze fisiche o sessuali e l’aspettativa media della vita femminile è di 44 anni. Anche i bambini afghani, insieme a quelli dell’Africa sub-sahariana, sono sottoposti al rischio di morte più elevato del mondo. Un bambino su cinque muore prima di raggiungere i cinque anni”. Di Stanslao, quindi, interroga; ”Cosa deve diventare di più l’Afghanistan, quanta gente deve morire e quanta sofferenza ancora prima che ci si accorga della realtà?”

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