Afghanistan: bombardieri? Il palazzo si divide

tornado-afghanistanRoma, 11 ott. – L’ipotesi di armare di bombe gli aerei militari impegnati in Afghanistan, avanzata ieri da Ignazio La Russa, domina il dibattito politico. Casini chiede che “ciascuno stia al suo posto” e rimanda la palla a Palazzo Chigi, con la richiesta di avanzare una proposta formale “per evitare confusione”. Rutelli invita a tenere lontana la demagogia dalla riflessione sul modo di rendere “più sicuri” i nostri militari. Bonino eccepisce l’assenza di obiettivi strategici e, di conseguenza, il concreto rischio di provocare solo un aumento di vittime civili. Il tutto mentre l’arrivo a Ciampino delle salme dei caduti di Farah lascia lo spazio all’emozione dei familiari e fa registrare la stretta di mano tra Berlusconi e Fini: gesto di rigore per due uomini delle istituzioni in un’occasione che li riunisce, insieme al Capo dello Stato, ma ugualmente da segnalare considerate le tensioni di queste settimane tra i due leader politici.

Intanto è dal Pd che arriva la messa a punto pù’ sostanziale: “Ho letto con stupore e sconcerto che noi avremmo dato una disponibilità” all’ipotesi di armare con bombe i nostri aerei ma “non è cosi'”, dice Piero Fassino osservando che “abbiamo già avuto esperienza in questi anni di bombardamenti che hanno fatto vittime civili innocenti. Nn credo che l’Italia possa esporsi a questo rischio perciò non siamo favorevoli a questa ipotesi. Siamo invece per confermare le regole d’ingaggio e le modalità d’impiego fin qui adottate”. Pier Ferdinando Casini invece osserva che “è il governo che deve decidere ed avanzare una proposta. Armare i bombardieri – ricorda – è un cambiamento sostanziale della nostra modalità di impiego. Vengano in Parlamento con una proposta ufficiale su armamenti e nuove modalità di impiego”. Il leader centrista assicura che “noi ci comporteremo con senso di responsabilità, faremo le riflessioni dovute” ma avverte: “Niente speculazioni. Il governo faccia la sua proposta e a ognuno il proprio posto, con trasparenza”.

Casini allarga lo sguardo anche Oltreoceano: “L’Afghanistan di oggi – spiega infatti – è figlio di troppe contraddizioni, non solo quelle di Karzai ma anche dell’Amministrazione Usa che ha annunciato, in modo del tutto improprio, date di ritiro e anche questo ha contribuito alla confusione e non è estraneo all’escalation”. L’Idv punta direttamente alla questione-ritiro: “Si deve prendere atto che i nostri soldati stanno combattendo una guerra e non si può piu’ parlare di missione di pace” dice massimo Donadi. Il capogruppo dipietrista alla Camera chiede “al più presto una discussione in Parlamento sul rientro dei nostri militari e sul necessario cambiamento di strategia in Afghanistan”. (AGI)

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