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Manova correttiva, PSD: una dolorosa "sveglia" per gli operatori del comparto

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logo-PSDSi stanno studiando tagli alle indennità operative. Roma, 25 mag - "Apprendo con vivo disappunto che la manovra correttiva operata dal governo dispiegherà i suoi effetti anche nei confronti delle donne e degli uomini appartenenti al comparto Sicurezza e Difesa". Sono le parole di Giuseppe Paradiso, segretario nazionale del Partito per gli operatori della Sicurezza e della Difesa. "Lo specchietto per le allodole costituito dalla cosiddetta 'specificità' che avrebbe dovuto mettere al riparo gli operatori del comparto dalle incursioni dello Stato nelle retribuzioni dei dipendenti pubblici - gli unici che si faranno carico in maniera pesantissima dei costi della crisi - si è rivelato per quello che è: una bufala colossale i cui nefasti effetti si vedranno solo tra qualche anno". "Non solo i criteri fondanti della 'specificità' sono stati sconfessati, ma come avevamo ampiamente previsto sono cominciate le grandi manovre volte a reprimere in maniera antidemocratica il dissenso".

Tagli alle indennità operative
"Indiscrezioni sempre più insistenti trapelate dai palazzi della Difesa, che ci auguriamo non abbiano nessun fondamento, preannunciano tagli alle indennità del 30% - come ad esempio la supercampagna - ed eliminazione delle indennità di comando (specialmente quelle percepite dai Sottufficiali) e dell'indennità di ausiliaria. Le conseguenze di tali 'ritocchi' - continua Paradiso - porteranno ad una decurtazione stipendiale di oltre 100 euro per i percettori di entrambe le indennità e di circa 50 euro per coloro i quali, e sono moltissimi, percepiscono l'indennità di supercampagna".

La chimera dei rinnovi contrattuali
"Se poi al danno economico causato dai tagli - incalza Paradiso - si aggiunge quello derivante dal mancato rinnovo contrattuale che si trascina vergognosamente da oltre due anni, possiamo tranquillamente affermare che gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa hanno ricevuto da questo governo una dolorosa sveglia i cui effetti devastanti si ripercueteranno soprattutto a carico dei ruoli agenti e sovrintendenti sia delle forze di polizia che delle forze armate".

Necessità di un cambiamento di mentalità
"Credo che ormai sia chiaro a tutti che agli operatori del comparto Sicurezza e Difesa sia rimasto solo un interlocutore politico, il PSD. Il governo di centro destra che ammiccava alle donne e agli uomini in uniforme in campagna elettorale sta vigliaccamente infierendo contro di loro che pure hanno dato lustro al nostro Paese con il sangue dei caduti e con le brillanti operazioni contro la criminalità che hanno assicurato alla giustizia pericolosi latitanti". "I governi di centro sinistra, seppure si sono dimostrati più attenti ai bisogni economici dei nostri rappresentati - ricordiamo l'ultimo contratto di 123 euro lorde in media siglato dal governo Prodi - hanno però fallito nell'interpetazione del bisogno di rinnovamento sociale e democratico chiesto a gran voce soprattutto dal comparto Difesa, oppresso da leggi e regolamenti di stampo autoritario ai quali non si è voluto dare una svolta in senso democratico".

"La nostra marcia, alla quale giorno dopo giorno pervengono nuove adesioni, continuerà senza battute di arresto. Noi del PSD possiamo assicurare tutti che la nostra stella polare sarà sempre la carta costituzionale e i valori da essa scaturenti". "Così come ho ribadito domenica scorsa nel corso del nostro convegno nazionale di Palermo, le donne e gli uomini in uniforme ci vedranno sempre al loro fianco nelle battaglie civili e democratiche volte a ridare dignità agli operatori del comparto ma ad una sola condizione: il PSD non è un lacrimatoio dove imbucare richieste di aiuto stando comodamente seduti in pantofole nella propria poltrona; pretendiamo che coloro che si sentono traditi dalla politica di questo Stato, ingrato verso i propri più fedeli servitori, collaborino con il PSD in maniera fattiva e personale. E' giunta l'ora di mettere da parte le paure, gli sterili piagnistei, le resistenze, le indecisioni e gli individualismi che hanno polverizzato il senso di unità di coloro che servono in armi l'Italia. Solo se  troveranno la forza di collaborare con la nostra formazione politica potranno sperare in un reale cambiamento ormai atteso da troppi anni". ico_commenti Commenta

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