La Cassazione: corruzione in atti giudiziari per aver favorito B. ma prescrizione grazie alla ex Cirielli. Tutto perfetto. Roma, 26 feb - (di Antonella Mascali - I Fatto Quotidiano) David Mills salvo grazie alla prescrizione, stabilita dalle sezioni unite della Cassazione ieri sera . Ma resta un corrotto per aver testimoniato il falso a favore di Berlusconi, quando era imputato ai processi Fininvest-Gdf e All Iberian, a novembre '97 e a gennaio '98. Ma per il suo ex coimputato, nonché premier - sotto processo a Milano - le cose si complicano: rischia di dover affrontare una sentenza di primo grado. Perché se c'è un corrotto, necessariamente deve esserci un corruttore. E questa sentenza sarà recepita dai giudici che stanno processando il Cavaliere. Proprio Mills ammise di aver ricevuto 600 mila dollari per quelle false testimonianze, con il suo fiscalista. In una lettera - terrorizzato su come giustificare al fisco britannico quella somma - confessò che era un “regalo”, “per aver tenuto mister B fuori da un mare di guai”. E lo ha ripetuto, nell'unico interrogatorio del luglio 2004: “Sono stato sentito più volte in indagini e processi che riguardavano Silvio Berlusconi e il Gruppo Fininvest e pur non avendo mai detto il falso ho tentato di proteggerlo nella massima misura possibile e di mantenere laddove possibile una certa riservatezza sulle operazioni che ho compito per lui. E' in questo quadro che nell'autunno del '99, Carlo Bernasconi ( manager Fininvest, defunto, nda), mi disse che Silvio Berlusconi a titolo di riconoscenza per il modo in cui ero riuscito a proteggerlo nel corso delle indagini giudiziarie e dei processi, aveva deciso di destinare a mio favore una somma di denaro. Cerco di ricordare le parole che usò Bernasconi per indicare chi aveva preso questa decisione all'interno della famiglia: ritengo che abbia usato l'espressione ‘il dottore’, che era il modo con cui abitualmente chiamava Silvio Berlusconi”. Questa versione dei fatti Mills l'ha confermata nel complesso 11 volte. Invece pochi mesi dopo l'interrogatorio alla procura di Milano, ha ritrattato con una memoria ritenuta totalmente inattendibile dai giudici di ogni grado. Anche per la Cassazione, che non lo ha prosciolto, ma prescritto il suo reato. Colpevole dunque di corruzione in atti giudiziari, reato per cui in primo grado e in appello era stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere. In appello, a differenza che in primo grado, non per corruzione in atti giudiziari “antecedente”, ma per corruzione in atti giudiziari “susseguente”, prevista quando l'accordo tra corrotto e corruttore avviene dopo “l'atto contrario ai doveri d'ufficio”, in questo caso dopo le false testimonianze.
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