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Conclusa a Roma la 1ª assise della Direzione Nazionale del PSD

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logo-PSDRoma 22 febbraio 2010 -   Sabato scorso si è riunita per la prima volta la Direzione Nazionale del Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa (PSD) presieduta dal Segretario politico Giuseppe Paradiso con la partecipazione del Presidente Giorgio Carta e di tutti i segretari regionali e delegati nazionali.

Per la prima volta, in un incontro che si può definire storico, i rappresentanti dell'intero comparto Sicurezza e Difesa (carabinieri, poliziotti, poliziotti penitenziari, marinai, avieri, soldati, forestali e guardie giurate) insieme ai rappresentanti delle associazioni civili, si sono ritrovati intenzionati ed uniti nel dare vita ad un programma politico comune che rappresenti nel panorama istituzionale, le istanze e le problematiche autentiche che affliggono le donne e gli uomini in uniforme.

foto-gruppo-PSD
Il gruppo dirigente del PSD
"L'esigenza di dare vita ad una nuova (ed inedita) formazione politica, - ha affermato Giuseppe Paradiso - scaturisce dalla comune consapevolezza che nessun partito finora ha saputo (né voluto) affrontare e risolvere compiutamente le numerose preoccupazioni che affliggono gli operatori del comparto, peraltro rappresentate a tutti i livelli". "Il mondo politico si muove su un piano completamente diverso da quello che noi rappresentiamo - ha continuato Paradiso - spesso attento più  all'aspetto formale che a quello sostanziale. La nostra azione politica mira soprattutto ad eliminare sprechi, inefficienze e cattiva gestione del personale, aspetti poco conosciuti dal cittadino contribuente che non viene messo al corrente di come vengono spesi i suoi soldi, gestiti da una classe politica disattenta e poco informata anche per colpa di burocrati gallonati i cui interessi spesso non convergono con l'esigenza di una corretta amministrazione della cosa pubblica". "Prova di ciò è la recente denuncia che il partito ha fatto sulle decine di strutture carcerarie completate e abbandonate, notizia che era conosciuta solo dagli 'addetti ai lavori' che, per timore di ritorsioni disciplinari e in mancanza di organo politico come il nostro, non era mai trapelata". "Tutti noi conosciamo nel dettaglio gli aspetti meno edificanti del nostro lavoro, - ha detto Paradiso - ma non vogliamo fare del nostro partito un manganello mediatico da usare contro i palazzi della politica. Crediamo invece che con il nostro contributo qualificato si possa scrivere la parola fine su un sistema schizofrenico e propagandistico di gestire la complessa e vitale macchina del comparto Sicurezza e Difesa". "Siamo pronti, qualora sottovalutati o snobbati dall'attuale classe dirigente, a mettere in piazza i 'panni sporchi' che nessuno vorrebbe esporre, ma auspichiamo un clima di serena collaborazione nell'esclusivo interesse dei cittadini e del personale che rappresentiamo". "Siamo perfettamente consci inoltre - ha continuato Paradiso - che è vitale recuperare un rapporto di fiducia e collaborazione con la società civile, spesso incrinato dalle azioni poco commendevoli di alcuni operatori del comparto che con le loro azioni avventate hanno messo in cattiva luce l'intero operato di persone animate unicamente dal perseguimento del bene comune. Siamo allo stesso tempo pronti però a difendere strenuamente gli operatori del comparto che spesso sono vittime di un sistema politico-mediatico rendicontista e compiacente che più volte ha speculato volontariamente in termini di consenso elettorale su tale delicato settore." "Non cadremo nella trappola - ha sottolineato il segretario del PSD - di farci etichettare con un'appartenenza politica. Noi siamo in questo senso un partito 'eretico', pronti a riconoscere i frutti di una buona politica sia che essa provenga dall'uno o dall'altro schieramento ma con la stessa coerenza segnaleremo le storture, i dilettantismi e le strumentalizzazioni che danneggiano i nostri rappresentati". "Siamo un partito tenacemente aderente ai valori costituzionali che riteniamo sacri, perchè in essi sono codificati al meglio gli aspetti fondandi di un armonioso e civile sviluppo democratico della Nazione, ma siamo al tempo stesso consapevoli che buona parte della nostra Carta, quella che attiene ai diritti umani, civili e politici è stata brutalmente svillaneggiata da norme e regolamenti medioevali che vorrebbero ancora mettere la mordacchia ai servitori più fedeli dello Stato, quelli che vengono mandati spesso all'estero con l'etichetta di esportatori di pace e democrazia che però viene loro ipocritamente negata in Patria."


"A chi ci chiede il motivo della costituzione di un partito politico per gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa rispondiamo con un atto di estrema onestà che questa ci è parsa la via residuale, ma ormai maestra, per conseguire i nostri obiettivi statutari che qui voglio ricordare: 'Il PSD propugna la libertà, il rispetto, la giustizia sociale, il benessere, l’intercultura, la tolleranza, la libertà di opinione, di pensiero, religiosa e sessuale di tutti i cittadini e, in particolare, degli operatori del comparto Sicurezza e Difesa. Per il  PSD,  la difesa della libertà costituisce, insieme, fine e condizione per lo sviluppo democratico e libertario della società secondo il contributo positivo dato da ciascuno con il lavoro, con l’intelligenza e con l’iniziativa. Il PSD promuove la funzione essenziale del sindacato dei lavoratori della sicurezza e difesa, delle organizzazioni di volontariato e delle Associazioni."

"Proprio su questo ultimo aspetto, quello che riguarda il sindacato, il PSD vuole lanciare un segnale rasserenante verso gli esponenti di un settore che riteniamo essenziale per lo sviluppo democratico del nostro Paese: il PSD non è alternativo ai sindacati o ai Cocer di Forza armata, ma complementare. Riteniamo infatti che una corretta e leale collaborazione con i sindacati di categoria sia fondamentale per raggiungere gli obiettivi che i nostri organismi si sono posti; insomma - ha dichiarato Paradiso - chi ha una tessera sindacale non ha nessun motivo di sostituirla con quella del PSD ma anzi consigliamo di tenersela ben stretta per non far morire una delle conquiste sociali del mondo del lavoro".

"Le massiccie adesioni al nostro partito giunte da ogni regione d'Italia - ha concluso Paradiso - sono, al di là di facili propagandismi, il segnale più forte della fiducia e della speranza che gli operatori del comparto hanno riposto in noi, e ne avvertiamo tutto il peso e la responsabilità. Insieme a nostri iscritti costruiremo una nuova realtà, rispettosa delle istituzioni ma determinata a dare il doveroso risalto agli accorati appelli di una parte sana del Paese a cui tutti dobbiamo rispetto e riconoscenza."

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