Wikileaks: in Iraq gli italiani furono avvertiti di altro attentato come quello di Nassiriya

battaglia_pontiLondra, 24 ott- I dossier dell’esercito americano diffusi da Wikileaks riportano che nel febbraio 2004 le truppe italiane della Brigata Ariete ricevettero informazioni di piani per un possibile attentato suicida a Nassiriya, dopo quello del 12 novembre 2003 nel quale morirono 19 italiani e un numero imprecisato di cittadini iracheni (almeno nove). “La brigata Ariete ha ricevuto informazioni di una minaccia terroristica di attentatori suicidi, possibilmente una cellula di al Qaida composta di due uomini, uno saudita e uno libanese”, si legge nel documento diffuso sul suo sito web dal quotidiano britannico Guardian, uno dei media internazionali cui Wikileaks ha passato i documenti. Secondo il rapporto, gli aspiranti kamikaze avrebbero questi nomi: “1. haydar ali saber (data di nascita 1978) 2. abdu al razak wahid kaldun (data di nascita 1980)”. Il Guardian mette l’allarme in relazione alla “carriera” di Abu Musab al Zarkawi, il capo di al Qaida in Iraq sfuggito nel marzo 2005 alla cattura da parte delle forze britanniche perchè l’elicottero che lo sorvegliava dall’alto nei pressi di Bassora aveva finito il carburante. La minaccia su Nassiriya sarebbe infatti uno dei primi atti riconducibili a Zarqawi, secondo il Guardian.

Tra i documenti diffusi da Wikileaks sono numerosi quelli che riguardano le attività del contingente militare italiano schierato a Nassiriya nell’ambito dell’operazione Antica Babilonia: un centinaio – secondo quanto si è appreso – sono quelli relativi ai soli carabinieri della Msu, l’Unità specializzata multinazionale. In quest’ultimo caso si tratta per lo più di rapporti sintetici, in cui vengono annotati interventi di vario tipo compiuti dai militari dell’Arma: ritrovamento di armi ed esplosivi, cattura di presunti terroristi, partecipazione a scontri a fuoco, attività di controllo del territorio, di persone e veicoli sospetti, allarmi ricevuti, proprio come quello “girato” alla brigata Ariete. Dai dossier di Wikileaks risulta che i carabinieri si sono occupati anche di quattro sequestri di persona ai danni di cittadini iracheni. Diversi rapporti riguardano anche le cosiddette “battaglie dei ponti”, in una delle quale – il 17 maggio 2004 – morì il lagunare Matteo Vanzan, la prima vittima italiana dopo la strage di Nassiriya. Nessun attentato si è invece verificato nei mesi immediatamente successivi, come paventato nel “warning” pubblicato dal Guardian. L’episodio più grave – quattro militari italiani ed un rumeno morti in seguito all’esplosione di un ordigno al passaggio di un convoglio della Msu – risale infatti al 27 aprile 2006. (ANSA)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.