Videogiochi: polemica su “Medal of honor”. Rugghia (PD) :offende nostri morti

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Roma, 19 ott – ”Abbiamo chiesto con un’interrogazione ai ministri della Difesa e dello Sviluppo di intervenire e di valutare il blocco delle vendite del videogioco sulla guerra dell’Afghanistan ”Medal of honor”’. Lo rende noto Antonio Rugghia, capogruppo del Pd nella commissione Difesa di Montecitorio, il quale spiega che ”il videogame offende tutte le vittime della guerra in Afghanistan, un conflitto in corso nel quale l’Italia stessa ha versato il sangue dei propri soldati. E’ vergognoso che questo dolore possa essere rimosso con un gioco. Anche se la sua vendita è consentita solo ai maggiorenni, inoltre, nessuna legge può sorvegliare un minore che ne venisse in possesso. Secondo noi – conclude – la vicenda non puo’ passare inosservata”. “Medal of Honor” è il 13° episodio (a cui si aggiungono due versioni “espanse”) di una serie cominciata nel 1999 con un gioco la cui trama era stata scritta dal regista Steven Spielberg.

La versione 2010 del videogames (disponibile per pc e per le console di Sony e Microsoft) è al centro di polemiche sia per la stretta attualità dello scenario di guerra (l’Afghanistan) sia per la possibilità di impersonare anche il ruolo di un talebano quando si gioca in multiplayer (cioè contro un avversario umano e non contro la macchina). Tutti gli episodi precedenti, come pure le due espansioni, erano ambientati in diversi scenari della seconda guerra mondiale. La versione 2010 è la prima a discostarsi da una ambientazione “storica”. Le forze armate degli Stati Uniti hanno proibito, a livello mondiale, la vendita del videogioco ai negozi posti nelle proprie basi militari. (ANSA)

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