USA: strage di Fort Hood, Obama dichiara il lutto nazionale

strage_usaLa  strage rende ancora più cruciali le scelte sulla guerra in Afghanistan (di Cristiano Del Riccio). WASHINGTON, 6 NOV – Il presidente americano Barack Obama ha dichiarato oggi il lutto nazionale per la strage avvenuta nella base militare di Fort Hood (in Texas) ed ha ammonito a ”non giungere a conclusioni affrettate” sui motivi del massacro. Lo sparatore, il maggiore dell’esercito Nidal Hasan, e’ un medico specializzato in malattie mentali, nato in America ma di origine palestinese e di fede islamica. Aprendo il fuoco nel centro medico della base militare avrebbe gridato ‘Allah Akbar’ (Dio e Grande). Ma nello stesso tempo il medico stava lottando per non essere inviato in Afghanistan. ”Non possediamo ancora tutte le risposte su quello che e’ accaduto – ha ammonito oggi il presidente Obama – desidero mettere in guardia dal giungere a conclusioni affrettate finch‚ non saremo a conoscenza di tutti i fatti”. Il presidente Obama, che intende recarsi quanto prima a Fort Hood, ha incontrato il mattinata il direttore dell’Fbi Robert Mueller e altri funzionari delle agenzie federali che partecipano all’inchiesta per essere aggiornato sui progressi delle indagini. La strage di Fort Hood ha messo in luce in ogni caso la situazione di stress e di tensione esistente nelle forze armate americane, per il doppio impegno in Iraq e in Afghanistan, proprio nel momento in cui il presidente Obama e’ chiamato a prendere cruciali decisioni sul possibile invio di piu’ soldati Usa in Afghanistan. E’ una decisione su cui Obama sta meditando da tempo con evidente consapevolezza delle possibili conseguenze per i soldati inviati in situazione di pericolo. La scorsa settimana il presidente americano si e’ recato a sorpresa, nel cuore della notte, alla base militare di Dover per assistere alla mesta cerimonia del rientro in patria delle salme di 18 soldati americani uccisi in Afghanistan. ”E’ una conseguenza a cui penso ogni giorno – aveva detto Obama in tale occasione – E’ un triste promemoria dei sacrifici straordinari che chiediamo ai nostri soldati e ai loro familiari”. Per la stessa ragione il presidente Obama aveva deciso gia’ da tempo di recarsi oggi a visitare, per la prima volta da quando e’ alla Casa Bianca, l’ospedale militare Walter Reed dove sono curati inizialmente i soldati feriti in guerra o quelli che soffrono delle conseguenze post-traumatiche degli orrori visti durante i combattimenti. La visita di Obama all’ospedale era stata programmata da tempo, ha sottolineato la Casa Bianca, prima della strage di ieri nella base militare. Ma il fatto che l’autore della strage fosse un medico che aveva lavorato per sei anni (fino allo scorso aprile) proprio al Reed per aiutare i soldati ad affrontare i loro incubi e i loro terribili ricordi, restando forse a sua volta traumatizzato, rende ancora piu’ cruciale e difficile la decisione che il presidente Obama e’ chiamato a prendere sul futuro della guerra in Afghanistan. (ANSA)

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