Usa: fallisce attentato ad un volo della “Delta”. Tenta la strage nascondendo l’esplosivo nelle mutande

delta1Il nigeriano è stato addestrato in un campo  di Al Qaida. WASHINGTON, 26 dic – (di Cristiano Del Riccio) Le autorità Usa hanno incriminato oggi il nigeriano Abdul Faruk Abdulmutallab per aver tentato di far saltare in aria il volo Delta 253 usando una sostanza esplosiva nascosta nei suoi indumenti intimi. Il responsabile della strage mancata di Natale, che ha 23 anni, ha confessato agli inquirenti di avere trascorso un mese in un campo di addestramento di Al Qaida nello Yemen dove ha ricevuto dalla organizzazione terrorista un paio di mutande con due tasche segrete. Nella prima era stato nascosto un pacchetto di plastica contenente circa 80 grammi di PETN (una sostanza simile alla nitroglicerina) e nell’altra una siringa con una sostanza chimica da usare come detonatore del potente esplosivo. Le due tasche erano state cucite nell’area dei testicoli per rendere improbabile una perquisizione manuale in tale aerea. Ma qualcosa non ha funzionato. Quando il nigeriano a bordo del volo diretto da Amsterdam a Detroit ha tentato di far esplodere l’ordigno, si sono sprigionate solo fiamme e fumo. L’attentatore è stato immediatamente bloccato da alcuni passeggeri e da alcuni membri dell’equipaggio che hanno anche rapidamente soffocato le fiamme usando coperte ed estintori. ”Non è piacevole vedere il fuoco a bordo dell’aereo su cui stai viaggiando”, ha detto Jasper Schuringa, uno dei passeggeri che ha sventato l’attentato. La tentata strage ha fatto scattare un rafforzamento delle misure di sicurezza in tutti gli aeroporti americani e in quelli con voli diretti negli

farouk

L’attentatore, il nigeriano Umar Farouk Abdul Mutallab di 23 anni

Usa. Il presidente Barack Obama, che si trova in vacanza nelle Hawaii, è stato costantemente tenuto informato sugli sviluppi delle indagini. Oggi ha tenuto una conferenza telefonica con i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale per decidere eventuali misure. Suscita preoccupazione l’uso nell’attentato di una nuova tecnica con sostanze che sono sfuggite ai controlli di sicurezza all’imbarco ad Amsterdam. Nell’attentato sono stati usati 80 grammi di PETN, una sostanza simile alla nitroglicerina, ad alto potenziale esplosivo. Un documento del ministero della giustizia Usa ha rivelato alcuni dettagli: il passeggero si era recato alla toilette dell’aereo poco prima dell’attentato, restandovi per circa 20 minuti. Aveva quindi ripreso il suo posto, nella fila 19 dell’Airbus, vicino al finestrino. Aveva detto di avere male di stomaco e si era avvolto con una coperta. Poco dopo, l’aereo stava per atterrare a Detroit, i passeggeri avevano visto fiamme e fumo levarsi da sotto la coperta. Il nigeriano è stato immobilizzato e trasportato nella parte anteriore dell’aereo, in prima classe, dove e’ stato ammanettato ad un sedile. ”Non ha fatto alcuna resistenza, aveva un viso senza emozioni, sembrava in trance”, ha raccontato un altro passeggero. L’attentatore è rimasto ustionato nell’area genitale. L’aereo, che aveva a bordo 289 persone, ha potuto atterrare a Detroit senza ulteriori problemi. Una siringa fusa è stata trovata vicino al sedile del nigeriano. Quando una hostess gli ha chiesto, dopo l’attentato fallito, cosa avesse in tasca, l’uomo ha risposto: ”Un ordigno esplosivo”. Dopo l’atterraggio Abdelmutallab è stato preso immediatamente in consegna dagli agenti dell’Fbi che hanno cominciato a interrogarlo mentre veniva trasportato in un ospedale del Michigan. Indagini sono scattate nel giro di poche ore in diversi paesi: in Nigeria, in Olanda, in Inghilterra (dove il mancato attentatore ha studiato per alcuni anni), nello Yemen e nel Dubai. Gli inquirenti sono all’opera anche ad Amsterdam, l’aeroporto dove l’attentatore, che proveniva da Lagos, si è imbarcato sul volo diretto a Detroit. Si indaga anche a Londra, dove il nigeriano ha studiato ingegneria per alcuni anni (dal settembre 2005 al giugno 2008) all’University College London abitando in un palazzo di lusso. In Nigeria sono stati rintracciati i suoi familiari. L’attentatore è figlio di Umaru Mutallab, un facoltoso banchiere. I familiari hanno detto che da tempo erano preoccupati per ”le idee estreme” manifestate dal ragazzo che dopo Londra aveva abitato negli ultimi tempi in Egitto e nel Dubai. Il nome del nigeriano non era incluso nella lista di “non volo” che le autorità Usa forniscono alle compagnie aeree perchè sia impedito alle persone sospette di imbarcarsi sui voli diretti verso gli Stati Uniti. Il nome di Abdulmutallab era però stato inserito almeno due anni fa in un’altra lista compilata dall’intelligence con i nomi di sospetti terroristi. Nel mirino dell’indagine ci sono i rapporti del nigeriano con Al Qaida. L’attentatore ha detto di essere entrato in contatto via internet con un imam radicale nello Yemen che lo aveva poi messo in contatto con dirigenti di Al Qaida che si trovavano in un villaggio a nord della capitale dello Yemen, Sanaa. Qui sarebbe rimasto per un mese, ricevendo lezioni su come usare gli esplosivi. Gli inquirenti Usa stanno cercando di capire se l’imam che ha fatto da tramite con Al Qaida fosse lo stesso che era entrato a suo tempo in contatto con l’autore della recente strage di Fort Hood, in una base militare texana, costata la vita a tredici persone. Intanto i passeggeri delle compagnie aeree già cominciano a pagare il prezzo del nuovo attentato. Lunghe file si sono viste oggi ai posti di controllo degli aeroporti Usa mentre alcune compagnie Usa hanno gia’ annunciato nuove misure di sicurezza chiedendo ai passeggeri di non lasciare i loro sedili nell’ultima ora di volo. (ANSA)

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