Usa: è ufficiale, il Pentagono allenta il bando ai gay nelle forze armate

pentagono298Washington, 25 mar. – E’ ufficiale: il Pentagono ha allentato il divieto all’arruolamento e alla presenza di omosessuali nelle forze armate. Il ministro della Difesa, Robert Gates, ha annunciato le nuove misure per rendere “più eque e adeguate” le norme che finora permettevano di congedare i militari per il loro orientamento sessuale.
La revisione è frutto del lavoro di un gruppo di studio creato in base a un impegno assunto dal presidente Barack Obama nel discorso sullo stato dell’Unione. A febbraio davanti alla Commissione forze armate del Senato Gates e il capo degli Stati maggiori riuniti, ammiraglio Michael Mullen avevano illustrato i dettagli della nuova normativa su uomini e donne gay in divisa, avvertendo però che ci vorranno anni per una loro piena integrazione. Come primo passo non saranno più intraprese azioni disciplinari nei confronti dei militari la cui omosessualità venga rivelata contro la loro volontà da terze persone. Inoltre è stato incaricato un gruppo di studio con un consigliere militare e uno civile che nel giro di un anno dovra’ stabilire come integrare i gay nelle forze armate, superando la vecchia politica del “non chiedere, non dire” varata da Bill Clinton nel 1993 che prevedeva l’espulsione per chi dichiarava la propria omosessualità. Molti i punti da chiarire: per esempio fino a che punto gli omosessuali potranno esibire il loro orientamento sessuale in servizio, se gli eterosessuali possano essere obbligati a dividere l’alloggio con i gay e se si possa estendere l’assistenza medica e pensionistica a partner dello stesso sesso. Obama aveva confermato l’impegno elettorale per i gay in divisa nel discorso sullo stato dell’Unione a fine gennaio: “Quest’anno lavorerò con il Congresso e i militari per superare finalmente la legge che nega agli americani gay il diritto di servire il paese che amano a causa di quello che sono”. Il timore delle organizzazioni gay è che anche stavolta il Pentagono punti a prendere tempo su una riforma osteggiata dai vertici militari che temono danneggi il morale e la disciplina delle truppe.
Nel 2009 sono state 428 le persone espulse dalle forze armate dopo che è stata rivelata la loro omosessualità, nel 2008 erano state 619. (AGI)

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