Uranio: le motivazioni della sentenza di risarcimento ai familiari vittima leccese

tribunale3Per il giudice del Tribunale di Roma il Ministero della Difesa “non ha tutelato abbastanza i suoi dipendenti”. Roma, 11 dic – “Si configura un nesso eziologico fra la missione in Kosovo e il linfoma di Hodgkin diagnosticato al militare, da mettere in relazione all’uranio impoverito contenuto nelle munizioni utilizzate sul teatro delle operazioni. In capo al ministero della Difesa si configura una responsabilità ex articolo 2043 Cc (“fatto illecito”) per non aver tutelato abbastanza i suoi dipendenti: non conta che il giovane scomparso fosse un volontario. È quanto emerge dalla sentenza 10413/09, emessa dal Tribunale civile di Roma, dodicesima sezione, depositata lo scorso 1 Dicembre. Lo rende noto il sito Vittimeuranio.com. Il caso riguarda un militare della Provincia di Lecce, scomparso nel 2005, a soli 26 anni, dopo diverse missioni in Kosovo, teatro dal quale era rientrato nel 2003.

“Per il ctu medico-legale – si legge sul sito – il caporal maggiore contrae la patologia durante la missione nell’ex Yugoslavia. Né la commissione medica del Ministero esclude la dipendenza della malattia da causa di servizio. Dopo i bombardamenti, spiegano gli scienziati, l’uranio impoverito contagia l’ambiente e di qui passa all’uomo. Le analisi ai raggi X condotte dall’Università di Reggio Emilia e Modena sul militare rivelano “corpi estranei”, che non essendo “biodegrabili né biocompatibili”, possono avere determinato “manifestazioni patologiche”: si tratta, in particolare, di “particelle di forma sferica che sono tipiche di una formazione ad alta temperatura”. “È evidente”, scrive il giudice Corrado Cartoni, il nesso eziologico fra la missione e la malattia. Il militare, pur volontario, non era stato messo al corrente dei rischi connessi alle operazioni nelle zone in cui sarebbe stata presente la sostanza “incriminata”. Il Tribunale decide perciò risarcimenti ai congiunti per una somma complessiva di 1,4 milioni circa. Circa 254 mila euro alla vedova del caporal maggiore, quasi 229 mila ciascuno ai genitori, 127 mila alla sorella. Il danno patrimoniale è liquidato alla moglie, purtroppo ormai rimasta da sola, in 450 mila euro”.

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