Unione Europea: da oggi in vigore il Trattato di Lisbona e la Carta dei diritti fondamentali

trattato-lisbonaLibertà di espressione di informazione e di associazione sindacale a tutti i livelli. Bruxelles, 1 dic – L’Europa volta pagina. Da oggi, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona , il Parlamento Ue – unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini – rafforzera’ molto i suoi poteri e l’Unione potra’ contare su un presidente permanente e un ministro degli Esteri chiamati a rappresentarla sulla scena internazionale. L’attesa per un nuovo Trattato e’ durata ben otto anni. Partito nel 2001 tra grandi aspettative, il lavoro della Convenzione sul futuro dell’Europa aveva portato a un Trattato costituzionale affossato nel 2005 dai referendum svoltisi in Francia e Olanda. Sulle sue ceneri e’ nato Lisbona, meno ambizioso nella forma ma con contenuti innovativi che superano ogni precedente Trattato. Gli addetti a lavori sottolineano che non si tratta di cose di poco conto, anche se per vedere realizzate le riforme introdotte occorrera’ del tempo. Intanto pero’ il Parlamento europeo acquisira’ un potere determinante nel varo di norme – da quelle sull’agricoltura a quelle sull’immigrazione, il bilancio e i fondi strutturali – che fino ad oggi sono state fuori dal suo campo di competenza. E nell’ambito del Consiglio Ue sara’ fortemente ridimensionato il diritto di veto che fino ad oggi poteva essere esercitato da un singolo Paese quando, per l’approvazione di un provvedimento, era richiesta l’unanimita’. Da ora in poi, a passare a maggioranza qualificata saranno praticamente tutte le proposte normative ad eccezione di quelle riguardanti la politica estera e di sicurezza (Pesc-Pesd) e le questioni fiscali. Ma domani anche la Carta dei diritti fondamentali dei cittadini acquisira’ la forza di un Trattato e la Corte di giustizia sara’ chiamata a giudicare sul rispetto dei suoi principi da parte degli Stati membri. Tutti tranne Gran Bretagna, Polonia e Repubblica Ceca, i quali, ricorrendo alla clausola di ‘opt-out’, hanno chiesto di non aderire a questa parte del nuovo Trattato. Un gruppo ristretto di Paesi – che non saranno sicuramente quelli dell’opt-out’, potra’ invece decidere di formare un’avanguardia e procedere piu’ rapidamente degli altri sulla strada dell’integrazione. Se questo avverra’ nel campo della difesa, ad esempio per la formazione di un esercito ‘europeo’, si chiamera’ ‘cooperazione strutturata’. Se invece interessera’ altri settori prendera’ il nome di ‘cooperazione rafforzata’ e dovra’ coinvolgere almeno nove Paesi. Domani comunque sara’ apposto anche l’ultimo ‘timbro’ formale sulle nomine di Herman Van Rompuy e Catherine Ashotn, rispettivamente presidente permanente Ue e Alto rappresentante per la politica estera Ue, da parte del Consiglio giustizia. Van Rompuy, dopo aver incontrato a Milano il premier Silvio Berlusconi, volera’ poi a Lisbona dove insieme a Ashton e allo stato maggiore dell’Unione partecipera’ alla celebrazione dell’entrata in vigore di Lisbona. Oggetto di molte critiche per la sua scarsa notorieta’ (c’e’ chi l’ha definito ‘mister nessuno’), Van Rompuy e’ stato invece difeso oggi a spada tratta da Jacques Delors, a lungo presidente della Commissione europea fino all’inizio degli anni ’90 e ‘padre’ del mercato unico. Per Delors, Van Rompuy e’ l’uomo giusto al posto giusto ”perche’ l’Europa non ha bisogno di un Obama bis, ma di un presidente facilitatore”. Quanto al nuovo Trattato, Delors non ha nascosto le sue perplessita’, piu’ basate sul ‘clima’ che si respira oggi in Europa che non sulla sostanza di Lisbona. ”L’atmosfera non e’ poi cosi’ buona. Se ad esempio guardiamo all’immigrazione sembra che si stia perdendo cio’ che i padri fondatori ci avevano insegnato”.

Trattato di Lisbona

Carta dei diritti fondamentali dei cittadini

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