Turchia:passa col 58% la riforma costituzionale di Erdogan. Meno potere ai militari

erdoganIstanbul, 12 set. – Netta vittoria del sì alle riforme costituzionali volute dal governo Erdogan nel referendum in Turchia. Il 58% ha votato a favore degli emendamenti a 22 articoli della Costituzione varata dai generali golpisti nel 1982. Alta l’affluenza che ha superato il 76% in quella che era considerata come una prova di forza tra l’esecutivo filo-islamico e i nazionalisti e le forze armate. Il successo dell'”Evet”, il sì, è destinato a ridimensionare il potere dei generali che dal 1960 condizionano la vita civile del Paese e rappresenta un passo avanti sulla via della democrazia e delle riforme, anche nell’ottica dell’avvicinamento all’Unione europea.

Gli emendamenti aumentano infatti il numero dei componenti della Corte costituzionale e del Consiglio superiore della magistratura, che saranno nominati non soltanto dai giudici ma anche dal Parlamento e dal presidente della Repubblica. Inoltre sarà possibile sottoporre i militari alla giustizia civile. “Abbiamo varcato una soglia storica sulla strada per far avanzare la democrazia e lo stato di diritto”, ha commentato il premier Recep Tayyp Erdogan davanti a una folla festante a Istanbul. “Hanno vinto sia quelli che hanno votato sì che quelli che hanno votato no perchè tutti hanno fatto avanzare la democrazia”, ha aggiunto, “gli unici sconfitti sono i sostenitori del golpe e chi si oppone al cambiamento”. La vittoria è un ottimo viatico per il Partito della Giustizia e dello sviluppo di Erdogan in vista delle elezioni politiche dell’anno prossimo, dove spera di ottenere il terzo mandato consecutivo per restare al governo dopo otto anni. Nell’opposizione nazionalista c’è chi teme che ora venga intaccata la rivoluzione secolare imposta dal padre della patria Mustafa Kemal Ataturk dopo il collasso dell’impero ottomano nel 1923. In particolare si pensa che nelle più alte magistrature possa esserci un’infornata di religiosi ultraconservatori in grado di rimettere in discussione la laicità dello Stato. Per il Partito d’azione nazionalista la Turchia entra in un periodo buio, pieno di rischi e pericoli”.

Il 42% di no dimostra comunque che il Paese resta spaccato su temi fondamentali come quelli al centro del referendum. Nelle zone curde ci sono stati incidenti perchè i militanti hanno preso a sassate chi andava a votare ignorando l’invito al boicottaggio dei gruppi separatisti. Barack Obama ha telefonato a Erdogan e si è rallegrato per “la vitalità della democrazia turca dimostrata dall’alta affluenza al referendum”. Per la Commissione europea le riforme approvate “sono un passo nella giusta direzione perchè affrontano un certo numero di priorità negli sforzi di Ankara per adeguarsi ai criteri per l’adesione all’Ue”.

Questi i più importanti tra i 22 emendamenti alla Costituzione turca del 1980 introdotti dal referendum voluto dal governo Erdogan:

PRIVACY (ART.20) Più protezione per i dati personali

LIBERTA’ DI MOVIMENTO (ART. 23) Divieto di recarsi all’estero solo se si è sotto processo e lo ordina il giudice.

DIRITTI POLITICI (ART. 84) No all’espulsione di un deputato dal Parlamento anche in caso di messa al bando del partito.

PROCESSI AI MILITARI (ART. 145,156,157) Saranno i tribunali civili a processare membri delle forze armate accusati di reati contro la sicurezza dello Stato o la Costituzione. I civili non potranno più essere processati da tribunali militari.

CORTE COSTITUZIONALE E CSM (ART. 146, 147, 147, 149, 159) La Corte costituzionale sarà composta da 17 giudici (finora erano 11) e potrà giudicare i massimi gradi militari. Aumenta anche il numero dei membri dell’Hsyk, una sorta di Consiglio Superiore della Magistratura. Parte delle nomine dei giudici spetteranno a Parlamento e presidente della Repubblica. (AGI/AFP/REUTERS)

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