Trasporti, Sicilia nel caos fino a venerdì. I TG censurano la notizia

blocco-rosoliniRoma, 17 gen – Blocco totale della circolazione di camion e mezzi pesanti in tutta la Sicilia. Dalla mezzanotte di ieri gli autotrasportatori riuniti nel movimento Forza d’urto, a cui hanno aderito anche il movimento dei Forconi e l’Aias, hanno imposto blocchi in numerose strade e autostrade dell’Isola.

La protesta è presente anche sulla pagina Facebook di Forza d’Urto, con la diffusione di informazioni e con una fotogallery dell’iniziativa. Il movimento chiede anche l’abbassamento delle accise sui carburanti «che pesano troppo – dicono gli organizzatori – sul trasporto delle merci penalizzando fortemente le nostre produzioni».

Giuseppe Richichi, battagliero presidente dell’AIAS e Mariano Ferro, leader dei forconi , movimento che raggruppa molti produttori agricoli, invitano tutti i siciliani a solidarizzare con la loro protesta, che in realtà vuole esprimere l’indignazione d’un intero popolo da sempre gabbato da promesse non mantenute ed oggi, oggettivamente impossibilitato ad andare avanti con quella dignità che non è svendibile per nessun lavoratore.

sciopero-tir“Auspico che questa manifestazione abbia il successo sperato dagli organizzatori, perché obiettivamente,sia le imprese di trasporto che quelle agricole sono al reale fallimento da anni ed oggi, con i quotidiani aumenti dei carburanti è divenuto davvero impossibile continuare a fare impresa in questi settori.
Si abbassino le accise, si prevedano prezzi particolari dei carburanti verso quei soggetti d’impresa per i quali il gasolio rappresenta la materia prima della loro attività, ma si faccia finalmente non con le solite ipocrite e meschine promesse ma con la convinzione che sia un atto imprescindibile per salvare migliaia di aziende dal fallimento certo”.

“Noi cittadini, abbandoniamo per una volta la cultura del proprio orticello per guardare più lontano, perché se non si risolvono i problemi generali della Regione, anche il nostro personale interesse troverà la sconfitta”.

“Auspico al contempo che non abbiano a verificarsi atti che spesso caratterizzano certe manifestazioni di protesta, quali l’imposizione della solidarietà ove non sentita. Con la speranza che finalmente chi di dovere si renda conto che siamo davvero al capolinea, si assumano quei giusti provvedimenti per impedire il temuto tracollo di tutta l’economia isolana”.

Si registra tuttavia una scarsa diffusione mediatica della protesta, soprattutto nei TG nazionali che hanno dato scarsissima risonanza alle ragioni della protesta e, soprattutto, ai disagi per i cittadini che questa comporta.


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