Trapani, a Linosa aliscafo contro la banchina. Procura e Capitanerie aprono le inchieste

aliscafo-linosaPalermo, 25 ago – Sono due le inchieste aperte sull’incidente accaduto all’aliscafo della Ustica Lines finito ieri sera contro la banchina mentre attraccava a Linosa. Accanto agli accertamenti condotti dalla Capitaneria di porto, infatti, anche la Procura di Agrigento ha avviato un’indagine. “L’ipotesi di reato – spiega il il procuratore di Agrigento Renato Di Natale all’Adnkronos – è disastro navale colposo. E’ stata già acquisita la scatola nera dell’imbarcazione per comprendere meglio la dinamica dell’incidente e verificare la velocità con cui procedeva il mezzo”. L’aliscafo non è sotto sequestro, ma sono in corso accertamenti tecnici e fotografici.

Donna ferita, il figlio: “attimi terribili”

”Eravamo già pronti, con le borse in mano, per scendere dall’aliscafo. Stavamo per attraccare quando abbiamo sentito un fortissimo boato, seguito dal contraccolpo che ha fatto cadere per terra mia madre. Ho capito subito che s’era fatta tanto male”. A parlare è Piero Bonadonna, figlio di Giuseppina Giardina, la donna di 75 anni che è stata ricoverata – dopo l’incidente dell’aliscafo Ettore Majorana della Ustica lines a Linosa – al reparto di Ortopedia dell’ospedale ”San Giovanni di Dio” di Agrigento. L’anziana ha riportato la frattura al femore, la prognosi è, al momento, di circa 40 giorni, anche se nelle prossime ore dovrà essere sottoposta ad intervento chirurgico. Bonadonna e la madre stavano rientrando a casa loro, a Linosa, dopo essere stati, nella giornata di mercoledì, ad Agrigento per far sottoporre la donna ad una visita specialistica. ”Le scene di paura – ha aggiunto il testimone – sono state terribili. La gente gridava, piangeva. Molte persone sono finite a terra e non riuscivano a rialzarsi tanta è stata, poi, la calca”.

Il comandante era già stato condannato per naufragio colposo

Era già stato condannato per naufragio colposo Giuseppe Banano, il comandante dell’aliscafo Ettore Majorana dell’Ustica lines. L’ufficiale aveva patteggiato davanti al Gup di Trapani una pena a un anno e sei mesi di reclusione, oltre al pagamento di un ammenda di 400 euro e al risarcimento delle parti civili, per un altro incidente avvenuto, con modalità analoghe e con lo stesso aliscafo, nel porto di Trapani l’8 agosto del 2008. In quell’occasione l’imbarcazione, proveniente da Favignana, finì contro la diga foranea dello scalo marittimo. Secondo le risultanze delle indagini, basate anche sulle testimonianze dei passeggeri, a causare l’incidente fu l’eccessiva velocità. Un dato che, secondo quanto riferito da alcuni viaggiatori, ricorrerebbe anche nell’impatto di ieri sera.

Il comandante: “non andavamo veloci”

”La descrizione data dai media dell’incidente di ieri non corrisponde a quanto è accaduto veramente. Non procedevamo a velocità eccessiva. Non ci sono stati urti, nè schianti contro gli scogli, ma solo una strisciata contro la banchina e i passeggeri sono scesi tranquillamente, senza grida o pianti, sulla terra ferma”. Ridimensiona l’incidente il comandante, Giuseppe Banano, che tre anni fa, sempre sulla stessa imbarcazione, aveva vissuto un episodio analogo. Allora l’aliscafo urtò la diga foranea del porto di Trapani.

Il comandante racconta quindi così quanto accaduto ieri: ”Stavo per attraccare, il marinaio aveva già gettato la cima. Ho cercato di attivare il timone, ma non ha risposto ai comandi e allora ho attivato con successo la valvola di riserva, ma ero già vicino alla banchina e l’aliscafo ha strisciato lateralmente”. A proposito dei passeggeri che sostengono che l’imbarcazione andava troppo veloce Banano risponde: ”Le macchine erano praticamente ferme e così doveva essere visto che sulla banchina di Linosa manca il respingente, l’ammortizzatore che para eventuali colpi dei natanti che attraccano”. ”I passeggeri sono scesi tranquillamente – prosegue – e l’ equipaggio insieme a un pompiere di Linosa ha turato la piccola falla che si era aperta. I vigili del fuoco sono arrivati alle 23 e comunque sono stato io a chiedere loro di portare una pompa di riserva per aspirare l’acqua imbarcata. L’ho fatto per precauzione”. Banano ha 38 anni e 10 di esperienza da comandante, tra l’altro per la Grimaldi. Non teme provvedimenti da parte della compagnia: ”Sono con me, me l’hanno detto”, spiega. E sull’ incidente di tre anni fa dice: ”In quel caso fu colpa dei fanali del porto che non erano regolamentari e non si vedevano bene. Ripetere un’esperienza drammatica come quella è dura, ma non è giusto che si butti fango su di me”.

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