The Five Dragons: le indagini dei Carabinieri sul terrorismo in cortometraggio

The-five-dragonsIntervista di Grnet al regista. Roma, 26 mag – Paolo Radi è docente di Lettere presso l’I.T.C. “Donato Bramante” di Pesaro. Con il patrocinio dell’Arma dei Carabinieri, ha a realizzato un cortometraggio dal titolo “The Five Dragons”, sul tema della strategia della tensione. Il film affronta la questione nella prospettiva di un ufficiale dei carabinieri che indaga su alcune minacce anonime e si imbatte in un progetto eversivo moderno, ma con radici che si perdono nella storia. Giorgio Carta lo ha incontrato per parlare della sua opera.

Raccontaci il tuo percorso di formazione, prima di arrivare a questo progetto. Passioni, interessi, studi specifici, esperienze professionali…

Il cinema è sempre stato una mia passione sin da ragazzo, mi sono laureato in Lettere e l’argomento della tesi riguardava il cinema del ventennio e il neorealismo cinematografico italiano. Poi durante il tempo libero mi dilettavo a scrivere delle brevi sceneggiature, che sono sempre rimaste nel cassetto. Quando sono arrivato al Bramante nell’antologia scolastica c’era una sezione dedicata a come scrivere una sceneggiatura e così mi sono detto, proviamo.

Deduco che tu abbia subito coinvolto i tuoi ragazzi?

Si: all’inizio dell’anno scolastico 2008-2009 ho presentato il progetto al collegio dei docenti “Facciamo un film” chiedendo anche un piccolo budget per il montaggio, e così è nato il mio primo corto The Temple, un giallo horror nello stile: La strega di Blair girato con un telefonino Nokia 93. “The Temple” è stato premiato nell’ambito del concorso indetto dall’Associazione culturale OSA di Siena – Penne sconosciute Video Sconosciuti 2009.

Com’è nata l’idea del tuo nuovo corto?

Casualmente. Nel primo corto c’è una scena in cui un pattuglia dei Carabinieri arriva a scuola per capire cosa fosse successo, successivamente sono rimasto in contatto sia con il Brigadiere Capo Angelo Bartoccioni sia con l’Appuntato Scelto Pietro Imola che ora si trova a Roma. Una sera a cena mi hanno chiesto avessi voglia di girare un altro corto ed è nata l’idea di scrivere una sceneggiatura sulla strategia dell’eversione. Solo che immediatamente sono nati dei problemi.

Quali, anche se possiamo immaginarceli.

Il budget. Questa volta la scuola non poteva supportare solo il montaggio. C’erano le divise dell’Arma da comprare, bisognava andare a Roma a girare alcune scene, sicché mentre aspettavo il parere positivo dell’Ufficio del Cerimoniale del Comando Generale dell’Arma , giravo di banca in banca per chiedere dei finanziamenti, lo stesso giorno in cui mi arriva da Roma il si al progetto, l’UBI Banca di Ancona tramite la filiale di Pesaro accoglie la richiesta di sovvenzionare il corto. Tengo a precisare che tutto ciò è stato possibile soprattutto grazie al Ten.Col. del Comando Provinciale di Pesaro e a tutti i suoi collaboratori.

In breve, il film di cosa tratta?

La storia è incentrata su vicende legate al terrorismo brigatista che, per evitare di ferire la sensibilità di quanti ancora soffrono per tali vicende, sbocca nel thriller. Il protagonista è un giovane tenente dell’arma che, appena arrivato in una nuova città, riceve una minaccia di morte da un fantomatico gruppo terrorista. Scoprirà di lì a poco la verità sulla strategia della tensione e il mistero che si cela nello stemma araldico dell’Arma. Le scene sono state girate a: Roma (Scuola Ufficiali, Comando Legione Lazio di Piazza del Popolo), Pesaro (Comando Provinciale dell’Arma, Tribunale, Palazzo Antaldi, e altre zone della città) e un esterno in Sardegna. Attori: gli alunni ed ex alunni dell’Istituto.

Locations importanti, come hai avuto i permessi?

Me lo hanno chiesto in molti. Ho fatto una semplice richiesta all’autorità competente per ogni edificio che volevo utilizzare. La scena ambientata al Comando Legione Lazio ha utilizzato gli stessi scenari del film Angeli e Demoni, in più mostro la testa di leone che è presente all’interno dell’edificio e che è opera del Bernini. Altra location importante riguarda quando il tenente saluta la Scuola Ufficiali Carabinieri per andare in Iraq, da quello che mi risulta nessuna troupe è mai entrata in quella scuola per girare una fiction.. Posso dire che l’Arma sotto certi aspetti negli ultimi tempi si è aperta molto al mondo esterno, negli anni ’70 e anni ’80 sarebbe stato impensabile girare un film sul terrorismo dentro a delle sedi storiche.

Tipo di attrezzatura utilizzata per le riprese, tempo impiegato per stesura sceneggiatura riprese e post produzione, numero di persone che hanno preso parte al progetto?

Videocamera Sony Hd, tre mesi per la sceneggiatura, due mesi circa per le riprese mentre quattro mesi per la post produzione, le persone che hanno preso parte al progetto sono tante: oltre agli attori il personale che presta servizio nelle scene girate. Tengo a precisare che abbiamo avuto un permesso speciale anche per girare nella stanza del Procuratore capo del Tribunale di Pesaro. Direttore della fotografia e operatore di macchina un mio ex-alunno che ora frequenta il quarto anno.

Qual è il messaggio del film?

Il messaggio del film è che, a mio avviso, non c’è messaggio, ognuno lo può leggere come vuole. Puo’ essere visto come un prodotto scolastico che avvicini il mondo della scuola alle forze armate, oppure che sull’eversione non si è capito nulla, infine che si tratti solo di una fantasia sull’Arma dei Carabinieri. Quando un’opera viene consegnata al fruitore l’autore scompare, e l’opera può essere letta in cento modi diversi. Un giornalista di cui non posso fare il nome l’ha trovato inquietante e pericoloso per certi versi, perché se interpretato male getterebbe discredito sull’Arma e così ha deciso di non scrivere neanche un trafiletto di recensione.

Quali sono i film di riferimento?

Mi sono ispirato a Shining per la prima sequenza, quella del corridoio, poi a 2001 Odissea nello Spazio per quanto riguarda le inquadrature nel Tribunale e a i film di Brian De Palma. Le contaminazioni sono tante, cito anche un dialogo tratto dal libro Il Signore degli Anelli, Il ritorno del Re.

Quali difficoltà avete affrontato nella lavorazione? Quali sono state le scene più difficili da girare e perché?

Abbiamo avuto dei tempi molto stretti quando abbiamo girato a Roma, ma è normale direi, la Scuola Ufficiali non poteva concederci più tempo né noi potevamo rimanere a Roma per più giorni. La scena più difficile da girare è stata quella all’interno del Comando Provinciale dell’Arma, diverse erano le battute e i primi piani.

A quali scene hai dovuto rinunciare?

A un inseguimento nel centro della città di Pesaro, non era possibile, avrei dovuto bloccare una via del centro, scena troppa impegnativa.

Quali sono i punti di forza di The Five Dragons?

Direi le scenografie, e la trama, il mistero che si cela nello stemma araldico dell’Arma, perché un mistero c’è, a guardarlo bene.

Hai già pensato a dei canali distributivi ? Se sì, quali? Sogni nel cassetto? Progetti futuri?

Vogliamo iscrivere il film a più festival o rassegne cinematografiche , poi vedrò il da farsi. Su questo genere di prodotti non si sa mai bene cosa aspettarsi . In questo periodo sto lavorando al mio terzo cortometraggio, un giallo onirico ambientato all’interno della questura di Pesaro e successivamente ho un progetto top-secret sulla Folgore.

Un’ultima domanda, come hanno accolto i vertici dell’Arma il prodotto finale?

Ti posso dire che il corto è stato inviato a diversi Colonelli dell’Arma e a tutti è piaciuto, inoltre l’ho inviato ad alcuni deputati, ma dal Comando Generale non ho avuto alcuna risposta, sto ancora aspettando…

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