Terrorismo: No di Obama a truppe Usa in Yemen o Somalia

obama4Roma, 11 gen – Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha affermato di non avere intenzione di inviare soldati americani in Yemen e Somalia, malgrado la crescente preoccupazione relativa all’attivita’ di pericolose cellule del terrorismo islamico in quei Paesi. “Il ramo di al Qaeda in Yemen e Somalia e’ diventato un problema piu’ serio”, ha spiegato il presidente Usa in un’intervista al settimanale People che sara’ pubblicata venerdi’, ma “l’epicentro dell’organizzazione terroristica rimane nella regione di frontiera tra Afghanistan e Pakistan”. Obama ha chiarito di “non poter escludere alcuna ipotesi in un mondo cosi’ complesso”, ma ha aggiunto che “in Paesi come Yemen e Somalia lavorare con i partner internazionali e’ in questo momento il modo piu’ efficace” per fronteggiare la situazione. Il New York Times sottolinea la difficile posizione del successore di George W. Bush sulla questione dopo il fallito tentativo il giorno di Natale da parte di un nigeriano addestrato in Yemen di far esplodere un aereo destinato a Detroit. Il governo yemenita ha infatti chiarito di essere assolutamente contrario a ospitare truppe statunitensi ma allo stesso tempo e’ ritenuto troppo debole per affrontare con efficacia la minaccia di al Qaeda, nonostante i 70 milioni versati dagli Stati Uniti a questo scopo. Le considerazioni di Obama, in ogni caso, sono in linea con quelle espresse nei giorni scorsi alla Cnn dall’ammiraglio Mike Mullen, presidente degli stati maggiori riuniti, secondo il quale l’invio di militari Usa in Yemen “non e’ una possibilita'”. Anche il generale David Petraeus, comandante delle forze armate combinate degli Stati Uniti, aveva recentemente chiarito che per l’amministrazione e’ fondamentale che siano gli stessi Paesi in cui si radica il terrorismo a dover per primi affrontare la minaccia. Obama si e’ anche detto certo che “la stragrande maggioranza dei musulmani respinge al Qaeda” e ha poi chiarito che il conflitto con l’organizzazione terroristica non ha confini: “Una delle cose che dobbiamo comprendere e’ che contrariamente alle guerre tradizionali, le minacce che noi e i nostri alleati dobbiamo affrontare non sempre sono incentrate o localizzate in una particolare area geografica ma sono reti che si collegano nel ciberspazio”. (Velino)

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