Terrorismo: ministro degli esteri dello Yemen, no a militari stranieri nel nostro paese

yemen“La lotta ad al-Qaeda è competenza delle forze interne, ok a cooperazione e formazione”. Sana’a, 7 gen. – “La lotta al terrorismo in un paese deve essere condotta dalle sue forze armate e dagli apparati di sicurezza nazionali e non da un esercito straniero”. Ne e’ convinto il ministro degli Esteri yemenita Abu Bakr al-Qurbi, il quale ha dichiarato in un’intervista al sito locale ’26 September’ che “la posizione di Sana’a a questo proposito e’ molto chiara”. Quel che chiede lo Yemen agli altri paesi e’ che “addestrino le nostre forze e ci forniscano apparecchiature militari, armi avanzate e mezzi di trasporto moderni”, ha precisato Qurbi, sottolineando che “la decisione su come trattare gli elementi fuorilegge spetta al governo e alla sicurezza yemeniti”. In questo senso, lo Yemen “non accetta la presenza di forze straniere sul proprio territorio, salvo in caso di cooperazione a livello di addestramento”, ha ribadito il ministro. A proposito della decisione, poi revocata, di alcune ambasciate straniere a Sana’a, tra cui quella degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, di chiudere la loro sede per motivi di sicurezza, il capo della diplomazia yemenita ha spiegato che si e’ trattato di una “misura preventiva alla luce di minacce che, a quanto pare, avevano ricevuto”. “Era loro diritto – ha detto Qurbi – anche se avevamo assicurato loro che i nostri apparati di sicurezza avevano adottato ogni precauzione e avrebbero garantito alle ambasciate la tutela necessaria”. Quanto alla conferenza di Londra a favore dello Yemen, voluta dal premier britannico Gordon Brown e che si svolgera’ il 28 gennaio, il ministro si e’ detto soddisfatto del modo in cui e’ stata impostata: “I punti di discussione proposti dal premier britannico confermano che qualunque contributo dato dai paesi partecipanti passera’ attraverso il governo di Sanaa e mirera’ a rafforzare la capacita’ dello Yemen di gestire la sicurezza – ha detto – Era quello che chiedevamo da anni alla comunita’ internazionale”. Allo stesso tempo, ha aggiunto, “stiamo aspettando ulteriori dettagli” sulle modalita’ con cui saranno stanziati gli aiuti e su chi saranno i finanziatori. “Non vogliamo che si ripeta quel che e’ accaduto in Afghanistan o in Iraq e aspettare tanto tempo prima che i fondi vengano sbloccati e si giunga a risultati concreti”, ha affermato il ministro. “Vi sono molte cose da discutere e stiamo aspettiando delucidazioni. Solo allora esporremo il nostro punto di vista”, ha concluso Qurbi. (Adnkronos)

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