Terremoto ad Haiti, il capo dell’unità di crisi alla Farnesina: per il momento non risultano italiani coinvolti.

HAIti“Però la mancanza di informazione non vuol dire che non ce ne siano”. Roma, 13 gen. – All’Unità di crisi al momento non risultano italiani coinvolti nel sisma che ha colpito Haiti. Lo ha dichiarato in un’intervista a Radio Anch’io il ministro Fabrizio Romano, capo dell’Unità di Crisi, che però ha sottolineato come “la mancanza di informazione non vuol dire che non ce ne siano”. “Stiamo naturalmente lavorando che direttamente attraverso le nostre strutture sul loco sia in contatto con le altre unità di crisi dei paesi europei per arrivare ad un quadro realistico ed aggiornato” ha poi aggiunto spiegando che alla Farnesina risulta che vi siano circa 200 nostri connazionali: 180 registrati con il Consolato, una decina con il sito della Farnesina per i viaggi all’estero, ha detto ancora Romano che non esclude “che ce ne siano altri che non si sono nè registrati al consolato nè al nostro sito”. “Si tratta di persone che a vario titolo si trovano ad Haiti non necessariamente lavoro – ha concluso – esiste comunque anche una nostra missione militare per il momento non ci risultano persone coinvolte però prego – ha ribadito – di prendere definitivamente questa osservazione ‘al momento'”.

Fiamme Gialle, dall’estate nessun finanziere sull’isola. Fonti del Comando generale della guardia di Finanza, interpellate sulla presenza nell’isola di personale della Fiamme Gialle hanno precisato che ”fino all’estate scorsa un militare e un ufficiale della Guardia di Finanza si trovavano in missione umanitaria presso l’Onu a Port-au-Prince, ma dall’estate scorsa non ci sono più”.

Otto Caschi Blu cinesi rimasti sotto le macerie e altri dieci militari risultano dispersi. Otto Caschi Blu cinesi della missione Onu ad Haiti sono rimasti sotto le macerie dopo il violento sisma che ha colpito ieri la capitale haitiana Port-au-Prince; altri dieci militari risultano dispersi, secondo quanto reso noto da fonti governative di Pechino. Il quotidiano China Daily, che ha citato Liu Xiangyang, vicepresidente della protezione civile cinese, non ha fornito ulteriori dettagli sulla sorte dei militari; sono circa 125 i militari cinesi dispiegati nell’ambito della missione di pace delle Nazioni Unite ad Haiti. Al momento non è disponibile alcun bilancio delle vittime: la rete telefonica non funziona, così come gran parte della rete elettrica: è possibile solo qualche comunicazione via telefonia su internet; si teme che il sisma, di magnitudo 7 e con epicentro a pochi chilometri dalla capitale abbia causato centinaia di morti.

Dall’Italia partirà oggi un C130 militare con un ospedale da campo, personale medico e una squadra della Protezione civile. Anche altri paesi hanno offerto aiuti al governo locale. Non funzionano i telefoni nella capitale e non si riesce a comunicare con le persone che si trovano lì. Nelle ore successive al disastro, l’assenza di comunicazioni accresce l’ansia e soprattutto ostacola i soccorsi. ”Non riusciamo a metterci in contatto con Haiti – spiega il portavoce dell’ambasciata italiana a Santo Domingo, Gianfranco Del Pero -. E’ un problema nostro, dei colleghi francesi, americani, tedeschi e spagnoli con i quali stiamo collaborando. Nessuno ha davvero notizie per adesso. Tutti siamo in attesa di riallacciare le comunicazioni. Ma per ora è impossibile”. Nessuna notizia si ha degli almeno 190 italiani che si trovano ad Haiti. L’ambasciata in Italia del paese caraibico è intanto tempestata di email e telefonate di studenti haitiani che vivono qui e che cercano notizie delle loro famiglie.

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