Svolta “verde” per le forze armate statunitensi

green-fuelPannelli solari in Afghanistan, biocarburanti per aerei e navi. New York, 5 ott – Le forze armate statunitensi stanno accelerando la produzione e sperimentazione di energie rinnovabili per ridurre la dipendenza dal petrolio il più in fretta possibile. La settimana scorsa un’azienda californiana della Marina militare ha consegnato ai Marine stanziati nella provincia di Helmand, Afghanistan, un carico di pannelli solari, tende termiche provviste di pannelli in grado di fare ombra ma anche di produrre energia elettrica, batterie solari per computer e apparecchi per la comunicazione. Il tutto per una cifra che va tra i 50.000 e i 70.000 dollari. Il rifornimento di petrolio in aree difficili da raggiungere di Iraq e Afghanistan ha costi economici – centinaia di dollari per ogni gallone di benzina – e umani molto alti. Si è calcolato che per ogni 24 convogli che trasportano carburante è stato ucciso un soldato statunitense o un civile. Ray Mabus, capo del dipartimento della Marina, vuole che entro il 2020 il 50 per cento dell’energia necessaria per le basi, i veicoli e le navi provenga da energie rinnovabili. Il vantaggio inoltre è che questo tipo di energia può essere prodotta ovunque, anche vicino alle zone di guerra, eliminando così i costi di trasporto. La Marina non è l’unico settore militare che sta testando le tecnologie ibride in campo energetico. L’obiettivo del Pentagono è far volare entro il prossimo anno tutta la flotta dell’aeronautica con biocarburanti. La conversione all’energia verde in campo civile dipende dal Congresso, ma ai militari basta ordinare il cambio. E l’esercito ha il potere d’acquisto per creare prodotti e alimentare il mercato, facilitando il passaggio anche per i consumatori. (Apcom)

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