Strage di Nassiriya: da Wikileaks alla sentenza sul caso “ambulanza”, nuove rivelazioni

nassyria_2Roma, 26 dic – (di Claudio Accogli) Nuovi dettagli sull’inferno di Nassiriya del 2004 emergono dai file di Wikileaks sull’Iraq, confermando quel clima di violento scontro bellico seguito alla strage del novembre 2003 – 19 i militari italiani uccisi -, che portò in agosto al tragico ”episodio dell’ambulanza”, colpita dal fuoco del contingente Antica Babilonia e che costò la vita a quattro civili, due donne, una delle quali partoriente.

In un rapporto americano datato 8 aprile 2004, si cita un ”resoconto dell’Intelligence italiana”, che dà notizia dell’arrivo a Nassiriya di ”circa 400-500 combattenti” provenienti dall’Iran per attaccare ”il compound italiano (White Horse? Camp Mittica?, si chiede l’estensore del documento)”. ”L’attacco verrebbe lanciato con un ordine di Moqtada Sadr”. Il dispaccio era arrivato tempo prima, forse addirittura 30 giorni prima. Aprile 2004 segna l’inizio di duri combattimenti a Nassiriya, che sfocia tra il 4 e il 6 nella ”prima battaglia dei ponti”, dopo il fallimento, si legge in un altro dispaccio targato Wikileaks, di un incontro tra ”il governatore, il comandante italiano e il leader dell’esercito del Mahdi”. Dopo tre giorni di scontri, i militari italiani feriti furono 15. Fu solo l’inizio; di battaglie alla fine se ne conteranno tre, in un periodo drammatico per l’Italia, segnato dalle morti di Fabrizio Quattrocchi e di Enzo Baldoni.

Il 5 agosto, nel corso di violenti scontri per il controllo dei ponti di Nassiriya (gli italiani spararono nel complesso 42.601 colpi in meno di 48 ore), si verifica l’episodio forse più controverso della missione. Un veicolo – si scoprirà poi essere un ambulanza con sette civili a bordo – viene colpito dal fuoco italiano al posto di blocco sul ponte Charlie. ”C’era molta rabbia dopo che avevo dato i video e le interviste a Rai2 – ha detto all’ANSA Micah Garen, il giornalista americano che face scoppiare il caso -. Sono stato interrogato fino alle 4 di mattina dalla polizia militare italiana. E’ stata davvero una esperienza fastidiosa, e quindi decisi di lasciare la base (di Camp Mittica, ndr)”. Sulla vicenda aprirà una inchiesta la Procura militare di Roma per ”uso delle armi contro ambulanze”. Finirono sul banco degli imputati due Lagunari, Raffaele Allocca, che aveva sparato, e Fabio Stival, che diede l’ordine. Molti tra i militari interrogati hanno sostenuto che il veicolo colpito – e poi esploso – era una ”station wagon”, con a bordo uomini armati che, a un tratto, erano scesi sparando contro i soldati italiani. Ipotesi esclusa dai giudici.

Nella sentenza di assoluzione dei due Lagunari, depositata a giugno 2007 e firmata dal giudice Antonio Lepore, si legge che i due ”non sono gli unici ad aver sparato” e che ”non è dato dubitare che la vettura colpita dal fuoco italiano sia stata una ambulanza”. I militari lo hanno fatto in ”stato di necessità militare”, determinato dagli intensi scontri. Gli italiani hanno fatto fuoco contro un pericolo ”in concreto insussistente”, prosegue la sentenza, compiendo una ”erronea, quanto incolpevole” valutazione. La “riformulazione” dell’accusa iniziale (da “spari contro ambulanza” a “omicidio plurimo”) venne motivata dalla diversa, e maggiore, gravità del reato per l’uccisione di quattro persone. Una complessa vicenda tecnica: alcuni esperti sottolineano che il reato di spari su ambulanza non prevede ”uno stato di necessità militare” come possibile “giustificazione”, ”scriminante”. (ANSA)

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