Spagna: avanzano i diritti civili per i militari. In Italia arretrano

manifestazione-guardia-civilDopo la Guardia Civil presto in arrivo una riforma “europea” anche per le altre forze armate spagnole. Roma, 6 nov – (di Simone Sansoni) Il primo esecutivo Zapatero approvò nel 2007 il “Regolamento organico dei diritti e dei doveri dei membri della Guardia Civil”, frutto di un serrato e duro confronto tra il governo e l’associazione delle Guardie Civil (AUGC) che si spinsero addirittura a manifestare pubblicamente in divisa contro il Governo.

Le proteste erano rivolte soprattutto contro l’allora Ministro della Difesa, contestato per non ottemperare alle promesse fatte in campagna elettorale per quanto riguardava una riforma progressista a favore del personale della Guardia Civil spagnola (che ricordiamo essere in una Forza di Polizia ad ordinamento militare).

Tre anni dopo quella prima e mirata riforma militare, e dopo la riconferma alle elezioni del 2008, il governo socialista si appresta ora a porre mano ad una legge che riguarda stavolta il personale di tutte le Forze Armate spagnole: si tratta del progetto di legge n. 121/000082 “sui diritti e doveri dei membri delle Forze Armate”, presentato il 02/07/2010 al Congresso dei Deputati.

In queste ultime settimane è iniziato un vivace dibattito tra i militari spagnoli sul progetto governativo; la loro maggiore associazione (AUME) ha manifestato a Madrid per esprimere disappunto per il disegno di legge proposto dalla prima donna ministro della difesa, Carme Chacón, in quanto giudicato insufficiente anche da EUROMIL, l’Organizzazione europea delle Associazioni militari, ancorché valutato come un “buon punto di partenza”.

La riforma ricalca molti aspetti di quella già emanata a suo tempo per la Guardia Civil; le maggiori critiche si concentrano sulle disposizioni relative all’applicazione dei diritti civili dei militari, mentre per quanto riguarda le proposte relative ai nuovi strumenti di rappresentanza del personale, da basarsi sul sistema del cd. doppio binario (associazionismo libero e rappresentanza interna) il mondo associativo non ha eccepito nulla, non proponendo  alcuna modifica nella parte specifica del disegno di legge.

Sinteticamente, per quanto riguarda la tutela del personale militare spagnolo, la riforma prevede tre capisaldi:

  • la regolamentazione della libertà d’associazione;
  • l’istituzione di un Consiglio del personale;
  • la creazione di una sorta di Garante dei militari.


Anche la Spagna quindi, come la maggior parte delle nazioni europee avanzate, ha  deciso di estendere a tutti i cittadini in divisa le tutele già positivamente sperimentate per la Guardia Civil, segno che in questi tre anni l’introduzione della libertà associativa non ha affatto minato la coesione della Forza Armata che anzi è “uno dei modi per incoraggiare la partecipazione e la collaborazione dei membri delle forze armate nella configurazione del loro regime”, come si legge nella parte della relazione governativa di seguito tradotta.

Nel contempo in Italia, come è già stato rilevato molte volte su questo sito, la politicia continua a scegliere la strada opposta cioè quella di separare il cittadino in divisa e le strutture militari dalla società civile, in nome di una famigerata specificità che nasconde invece solamente un  pericoloso progetto isolazionista.

SIMONE SANSONI
Segretario nazionale FICIESSE
s.sansoni@ficiesse.it

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.