Soldati in missione, un premio per i loro racconti

Vincono un Tenente dell’Esercito, un Sovrintendente della Polizia di Stato ed un Maresciallo dei Carabinieri (di Patrizia Antonini) – GENOVA, 25 SET – Traggono tutti e tre spunto dalle missioni di pace dei militari italiani i racconti che hanno vinto il concorso di narrativa organizzato dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia (Unuci) che ha visto oggi la cerimonia di premiazione presso la Scuola Telecomunicazioni delle Forze Armate di Chiavari. A classificarsi prima con ”Afghanistan…Una nuova parte di me: pagine dal mio diario” e’ stato il tenente Carla Brocolini, pilota di aerei in servizio presso il Comando dell’Aviazione dell’Esercito di Viterbo, che sulla base dei racconti del fratello (anch’egli dell’Esercito), morto in un incidente stradale durante un permesso dalla sua missione in Libano, ha dato vita ad una narrazione in cui descrive la tragedia di un collega morto per l’esplosione di una mina. ”E’ con le lacrime che mi solcano il viso in questa giornata ingiustamente di sole che ti prometto Stefano che continuero’ a lottare con tutta me stessa per un mondo migliore per un ideale che si chiama Patria ed un sogno di pace – scrive il tenente Brocolini – Voi fratelli caduti siete il mio coraggio e la mia forza ed insieme so che ce la faremo! Non si puo’ dimenticare”. E ancora ispirato alla missione di pace in Afghanistan e’ il racconto che si e’ classificato secondo, del sovrintendente capo della Polizia di Stato Ugo Spinelli in servizio a Roma. Una narrazione ritmica e priva di retorica dove si parla di un’esplosione durante una scorta al personale della Croce Rossa e della morte di un bambino afghano, che diventa sfondo per una riflessione sul senso delle missioni dei militari all’estero: ”Qualcosa mi spinse a lottare per non affogare nel fango e sperare la pace e la civilta’ per la popolazione colpita dalla sfortuna di nascere in posti come questi”. Sulla base dei ricordi di un commilitone del Tuscania rimasto coinvolto nell’agguato al ”Check point Pasta” a Mogadiscio e del suo incontro con Scire’, un anziano somalo presentatosi marciando ad un avamposto del comando dell’esercito, armato di un vetusto moschetto e fasciato in vita da uno sbiadito tricolore, il maresciallo Umberto Mattone, in servizio in Valle D’Aosta, classificatosi terzo, offre uno spunto di riflessione sui diversi modi di intendere e vivere il patriottismo, che puo’ nascere anche da un sentimento profondo di autentica gratitudine. (ANSA)

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